La scopa, strumento magico dell’ antica e nella moderna stregoneria.

Antica Stregoneria non sarebbe degna di questo nome senza una profonda trattazione di questo tema tanto caro alla tradizione. Mi riferisco allo strumento per eccellenza delle streghe, ovvero la scopa. L’ importanza che essa assumeva nella pratica dell’ antica stregoneria l’ ha resa un effigie inconfondibile e inseparabile.

La superstizione ci presenta la scopa quale veicolo di trasporto impiegato dalle streghe per spostarsi a velocità altissime nei cieli. Gli uomini invece, usavano di preferenza i forconi dei pagliai. Le origini dell’ associazione scopa-stregoneria sono differenti. Una prima motivazione è da ricercarsi negli antichi riti propiziatori della fertilità in cui venivano cavalcate forche, pali e scope per imitare l’ accoppiamento e il lavoro degli animali nei campi. Secondo alcune superstizioni le streghe hanno timore dei cavalli, quindi cavalcano le scope.

Un’ altro motivo può essere legato al costume, in alcune comunità, di lasciare la scopa fori la porta di casa per indicare l’ assenza della donna. Per evitare di essere scoperte, quindi, le streghe portavano con se le scope. Il potere di librarsi in aria, però, non risiedeva nella scopa stessa, ma in un unguento del volo che le streghe  usavano per ungersi il corpo, sedie, forche, scope o animali. Anche il modo di cavalcare le scope è rappresentato in modi differenti nelle diverse epoche e nei diversi paesi. Le tecniche di volo potevano essere due: la strega sedeva sul manico e l’ estremità della scopa era rivolta alle sue spalle (l’ immagine classica della strega), oppure, l’ estremità con la spazzola era posta difronte, in modo da sistemarvi una candela o una lampada all’ interno per illuminare la via. La magica cavalcata celeste prendeva luogo da casa; dopo aver unto il corpo e lo strumento con l’ unguento del volo, la strega a cavallo della scopa, saliva in cielo attraverso la canna fumaria. Il giorno più propizio alla cavalcata delle scope era nel grande sabba che si teneva nella notte di Valpurga. In questa magica notte era possibile osservare le streghe a cavallo di scope, bestie e demoni.

 

La scopa incantata era fatta in maniera molto particolare: si utilizzava un ramo con l’ estremità biforcuta, nella quale venivano legato i fasci d’ erba che costituivano la spazzola. Affine alle scope erano anche lo strumento usato dalle sciamane scandinave che praticavano il Seidhr. La scopa rientrava anche nelle pratiche connesse con la magia tempestaria e per causare impotenza e sterilità.

Nella stregoneria contemporanea, la scopa viene considerata uno strumento di purificazione e viene impiegata dalle anziane della congrega per ripulire l’ are rituale dalle negatività. Queste scope sono generalmente costruite con rami di betulla, quercia o frassino, mentre la spazzola è ricavata da ciuffi di erica, sagina o ginestra. Secondo il folklore britannico, spazzolare con scope così costruite tiene lontani i folletti e gli spiriti maligni, mentre agitata in aria scaccia i nembi temporaleschi.

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~ di Jule su 12 giugno 2013.

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