Le erbe di S.Giovanni.

La notte di san Giovanni è, secondo la tradizione, il giorno più adatto per la magia verde. Le erbe magiche, se raccolte in questo giorno, saranno dotate di un potere maggiore. Questo potere deriva dalla forza del Sole e dalla Rugiada che in questo giorno rievocano quel che accade nei cieli: il sole entra nei primi gradi del segno zodiacale del Cancro, simboleggiando l’ unione di Sole e Luna.

Secondo le antiche credenze pagano-cristiane, ci sono erbe sacre e magiche che vanno raccolte all’ alba di questo giorno e che sarebbero dotate di magiche virtù. Si usava raccoglierle in mazzetti da essiccare sul falò di San Giovanni, da riunire in mazzetti e sospendere alle porte e alle finestre della casa, nelle stalle, sulle culle dei neonati, sui confini dei campi, oppure conservate in sacchetti e cuscinetti si portavano indosso o sistemate sotto i materassi e i guanciali. La superstizione riteneva che costituissero un potente amuleto contro i fulmini, il male, i demoni e i fantasmi, assicurassero la fortuna, l’ amore e quant’ altro si potesse desiderare.

La lista di erbe è differente nei vari luoghi e paesi, ma tuttavia alcune sono comuni a tutti. Esse sono le seguenti:

  • Iperico: chiamato erba di S. Giovanni o cacciaguai, è l’ erba per eccellenza da raccogliere in questo giorno.  Secondo la tradizione è un validissimo incantesimo contro il diavolo, il male, scaccia malinconia e depressione, porta fortuna e l’ amore. In questo giorno, lo si raccoglieva appena la rugiada fosse evaporata ed una volta ricevuti i fumi del falò, veniva custodito quale potente amuleto. Le ragazze in età da marito lo impiegavano in riti divinatori per scoprire il volto del futuro sposo o se si sarebbe restate libere per tutto l’ anno.
  • Verbena: in alcune località, come ad esempio la Spagna, la vigilia di S. Giovanni è anche nota come Giorno della Verbena. I druidi la raccoglievano in completo silenzio in questa data o nei giorni di novilunio, evitando di farle toccare il suolo. Ne facevano un uso rituale importantissimo per la divinazione, l’ amore e rimuovere o lanciare il malocchio. Si dice che la usassero nelle iniziazioni.
  • Vischio: anche se oggi associamo questa pianta al Natale, è nel giorno di mezzestate che i druidi si accingevano alla sua raccolta. Il vischio, infatti, ben rappresenta le energie di mezzestate nel mondo  vegetale. Il vischio più magico era il vischio quercino. La quercia è caratterizzata da un’ energia solare, mentre il vischio, con le sue bacche bianche e viscose era associato alla luna e al seme fecondante. Un’ altra particolarità importante è dovuta dal fatto che esso non può vivere senza la pianta su cui vi cresce e mai tocca il terreno. Questo faceva del vischio il simbolo dell’ amore e dell’ unione sole-luna, il crescere senza bisogno di terreno le donava caratteristiche divine e superiori. Il vischio veniva reciso in un unico colpo con un falcetto d’ oro, evitando di fargli toccare la terra. La cerimonia si svolgeva tra sacrifici e carmi, quindi il vischio veniva conservato avvolto in una stoffa bianca. Lo si impiegava nei riti d’ amore e di protezione, per curare malattie, scacciare ogni sorta di male e assicurare tutti i beni possibili. Insomma si trattava di una pianta universale.
  • Cicoria: il fiore azzurro-violetto di questa pianta volge a settentrione ed è associato al pianeta Saturno. Veniva reciso alla mezzanotte e conservato gelosamente. Esso avrebbe aperto tutte le porte e permetterebbe di scoprire tesori nascosti. Queste peculiarità vanno intese anche in senso metaforico.
  • Felce: la notte del solstizio d’ estate è conosciutissima per un rito antico: l’ osservazione delle felci. Questo rituale prevedeva che, in completo silenzio, ci si recasse in campagna o in un bosco presso delle felci. In completo silenzio, si dovrebbe osservare con attenzione la pianta. Alla mezzanotte dovrebbe apparire il folletto Puck o un demone silvano, questi avrebbe concesso oro e ricchezze. Se non si era così fortunati da incontrare il folletto, si poteva sperare in un’ altro evento miracoloso: la fantastica fioritura delle felci. Secondo le leggende, le felci produrrebbero un fiore rosso scarlatto, ma solo durante questa magica notte e si vuole che sia dotato di poteri magici insoliti. Se anche questo non dovesse verificarsi, si può procedere a raccogliere i pregiatissimi semi di felce. Sono così piccoli che è difficilissimo trovarli, ma chi ne entra in possesso può usarli per ottenere diversi doni: protezione, invisibilità, amore, denaro, salute.
  • Camomilla: è questa un’altra erba che deve essere raccolta a S. Giovanni. Con petali del colore delle perle e un nucleo dorato come il sole, si adoperava per la fortuna, la guarigione, l’ amore, la protezione dei bambini e per sognare. Il suo uso più diffuso è nei sacchetti, come infuso e per i bagni purificatori. E’ molto usata nella magia popolare Francese.
  • Timo: camminare tra il timo e portarlo indosso aiuta a vedere le fate e gli spiriti. Questo potere aumenta durante la mezzestate. Molte ricette prescrivevano di raccogliere timo selvatico in questo giorno per aumentare i poteri magici, vedere gli spiriti, attrarre l’ amore, proteggere dal male. Questa pianta però non dovrebbe essere introdotta in casa, altrimenti si inviterebbe la sfortuna.
  • Artemisia: pianta della luna e sacra a Diana, è usatissima in magia sin dalle epoche più antiche. E’ un incantesimo efficace per sviluppare ed aumentare i potere psichici e magici, favorire l’ apparizione degli spiriti e delle divinità, assicura protezione soprattutto nei viaggi; fuga i demoni.
  • Aglio: l’ aglio raccolto a S.Giovanni fuga tutti i mali, protegge la casa dalla sfortuna e dall’ invidia ed attira la prosperità.
  • Rosa: le virtù magiche di questo fiore sono esaltate al solstizio d’ estate. Con esse si preparano filtri e incantesimi d’ amore particolarmente potenti in questo giorno. Si conservano come amuleto protettivo e si impiegano in riti divinatori.

In generale tutte le erbe raddoppiano il loro potere magico in questo giorno, ma queste sono quelle maggiormente associate. Con sette delle precedenti erbe si prepara la famosa Acqua si San Giovanni. Si lasciano macerare in acqua di fonte fino all’ alba, quindi si filtra e si imbottiglia. Quest’acqua magica viene usata per consacrare, allontanare mali e prevenire malocchi.

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~ di Jule su 12 giugno 2013.

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