Folklore e superstizioni sugli animali neri.

In ogni nazione, gli animali neri sono ancor oggi considerati creature maliziose e di conseguenza sono collegati alle vicende relative alla magia e alla stregoneria. Alla loro presenza si attribuiscono disgrazie e sfortune, ed oltre ad essere visti come funesto presagio si reputa anche che siano dimora stessa dello spirito di demoni. Di fatto, secondo i racconti, durante il sabba, si adorava il Diavolo attraverso un immagine raffigurante un animale nero, solitamente di gatto, cane o capra, ma anche agli uccelli seguitava la stessa aura oscura, come ad esempio per merli, cornacchie e corvi. Di più si diceva che il demonio in persona apparisse nelle sembianze di uno di questi animali. Incarnati in queste bestie nere, vi erano gli spiriti familiari della strega, ovvero gli spiriti tutelari e servili che, in cambio di adeguate ricompense, aiuterebbero maghi e streghe nelle loro vicende.

Gatto nero.

Nei paesi mediterranei (Italia e Francia soprattutto), l’ animale nero considerato più sinistro era il gatto. Non si faceva netta distinzione tra gatto nero e demone-diavolo, e gli si attribuiva anche il potere della preveggenza. Incontrare un gatto nero ad un crocevia o guardarlo mentre ci attraversa la strada è, secondo la superstizione, un cattivo presagio, mentre incontrarlo in altre circostanze è un buon segno. Da questo animale, maghi e streghe ricavavano ingredienti importanti: peli e talvolta le ossa. Secondo una superstizione, gli occhi di gatto costituirebbero un potente amuleto per affascinare, proteggersi da malocchi, guarire la vista, sviluppare facoltà precognitive.

Black Shuck

L’ animale, però che più di tutti ha fama malefica è il cane nero, noto in Gran Bretagna con i nomi Old Shuck o Black Shuck. Il nome deriverebbe dalla parola anglosassone succa traducibile con demone (maligno). Ed infatti più che di un cane si tratterebbe di un vero e proprio demone-animale che poco ha a che fare con i comuni cani. I Black Shuck si incontrano più facilmente nei pressi di strade solitarie, cimiteri, nelle campagne, nelle colline attorno ai paesini, ecc. Viene descritto come un cane di grande dimensioni, aggressivo, dal pelo arruffato o sporco e dagli occhi penetranti di colore verde o tendenti al rosso. Ove si aggira questo animale avvengono episodi spiacevoli quali incidenti, sciagure, arrivo di sfortune, epidemie e quasi sempre presagiscono la morte di qualcuno. Proprio quest’ultimo pare essere il suo compito. Il black shuck apparirebbe a coloro che presto incontreranno la morte, propria o di un famigliare. Moltissime vicende storiche intrecciano delitti misteriosi, spesso con sfondi macabri e rituali alla presenza di questo animale infero. Tutto questo è un eco del lontano paganesimo e delle sue credenze, che vedono nel cane (animale che si ciba di carne e ossa, ma anche fedele amico dell’uomo) la materializzazione del demone responsabile della putrefazione e del trasporto delle anime dei trapassati nel mondo infero. Basti pensare a Cerbero ed Anubi. Anche il gatto ha avuto, in passato, un ruolo legato alla morte, ma a differenza dei cani, essi la temono, la rifuggono e l’ allontanano. Questa credenza è sopravvissuta, nel folklore che gli attribuisce nove o sette vite. Ancora oggi molte streghe continuano a preferire i gatti come animali domestici proprio per le loro magiche peculiarità.

Capra Nera

L’immagine della capra rimanda immediatamente alla figura del diavolo iscritta nel pentagramma invertito  o a Baphomet. Nel medioevo era uno degli animali considerati maligni e legato a superstizioni relativi a sabba, voli notturni di streghe e cerimonie oscure. Nella credenza popolare era ancora vivo il ricordo della sacralità di questo animale presso la precedente civiltà pagana e taluni continuavano a tributarne onori ed offerte, avendo però ormai dimenticato a chi fossero indirizzate. Questo, di conseguenza venne etichettato come “satanico” in quanto era “anticristiano” perché relativo ai culti pagani. Si trattava, con molte probabilità di credenze relative a divinità quali Pan, i Satiri e il celtico Cernunnos. La capra è inoltre, un animale fecondo e lascivo e nella mentalità cristiana-medievale ciò rimandava all’ immagine di una lussuria sfrenata, bestiale ed autodistruttiva. Da questo si giunge subito a capire come la capra nera fu brevemente bollata come animale osceno, blasfemo e malefico. Venne raffigurata come mezzo di trasporto durante la cavalcata celeste notturna delle streghe, che con i demoni-animali erano, secondo le accuse dei “casti e innocenti” inquisitori, solite intrattenere anche amorali rapporti sessuali.

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~ di Jule su 29 giugno 2013.

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