Associazione storica del colore rosso con il mondo della magia.

Numerose leggende, credenze e superstizioni magiche si articolano attorno al colore rosso, che lo vedono protagonista nel bene e nel male. Il rosso è associato alla magia sin dall’alba dei tempi. La prima associazione che viene alla mente è senza dubbio quella con il sangue e tutto il simbolismo, positivo e negativo, che lo riguarda. Nell’antico Egitto il rosso, in quanto colore del sangue, era connesso alla morte e al dragone Tifone. In alcune cerimonie religiose, tingevano o ricoprivano di rosso il capo degli uomini. Sempre nell’antico Egitto, il rosso era il colore degli amuleti e soprattutto di quelli connessi ad Iside in quanto colore del suo sacro sangue. Greci e Romani consacrarono il rosso al dio fallico Priapo e al dio della guerra Marte. Nel Vecchio Testamento il peccato è associato al colore scarlatto (vedi Isaiah 1:18). Siccome il rosso è il colore del sangue, era anche il colore del sacrifico e quindi caratterizzava i riti sacrificatori.

Il rosso fu, in seguito, associato alle streghe sia per il suo simbolismo biblico sia per l’eco dei costumi pagani (es: l’amanita muscaria, il fungo velenoso con la cappella rossa e bianca, utilizzato dagli antichi sciamani europei). Ad esempio, è diffusissima ovunque la credenza che vuole che streghe e stregoni abbiano i capelli rossi (perché è come nascere con la testa insanguinata o con il segno del peccato). In Irlanda si raccontava che le streghe indossassero tuniche o cappelli rossi (verdi gli elfi). Per la sua associazione biblica con il peccato, il rosso figura spesso nei racconti e nelle leggende che avvolgono la stregoneria e la magia nera. Ad esempio, molte streghe furono accusate di consumare bevande, pane e cibi rossi nei loro convegni -sabba-. Oppure, si dice che i preti che officiavano le messe nere indossavano spesso una tunica rossa, leggessero da libri rossi e neri. Il principe Scipio Borghese (1895) fu scoperto in possesso di una camera secreta nel suo palazzo adibita per le messe nere: sedie rosso cremisi e oro e tende in seta scarlatta e nera ornavano questa stanza.

Nonostante queste macabre associazioni del rosso come colore del male -perché simboleggia il versamento del sangue e quindi del dolore e del peccato più grande, ovvero l’omicidio- si hanno anche numerose attribuzioni inverse che vedono il rosso quale colore contro la magia nera, le streghe maligne e il male in genere. Ad esempio, nella Pennsylvania perdurano le antiche usanze dei coloni germanici che tracciavano segni tinti di rosso per tenere lontane le streghe e le loro maledizioni. In Boemia si credeva che amuleti avvolti in tessuto rosso e appesi al collo avrebbero protetto la persona dalle malie. Altri rimedi conosciuti sono: fogli e oggetti tinti di rosso, rami di sorbo annodati con nastri rossi. Anche lacci e corde rosse annodate e appese all’interno degli edifici servivano per contrattaccare la magia nera perché avrebbero costretto le streghe a contare i nodi uno per uno. In Italia, le streghe e le maghe confezionano fiocchetti con nastri rossi, da portare indosso o da usare come decorazione domestica, per combattere il malocchio, il male e attirare la buona fortuna. In generale, questo potere protettivo del rosso deriva dalla credenza che il rosso stia per il sangue del nemico, o che la vista del sangue incute timore. Nel cristianesimo, a discapito del vecchio testamento, il rosso è visto anche come un simbolo sacro per la redenzione in quanto incarna il sangue di Cristo (spesso le tuniche degli angeli sono rosse) e le fiamme dello Spirito Santo.

In magia e nella stregoneria moderna, il rosso è associato primariamente con la salute, il vigore, la passione, l’energia.

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~ di Jule su 12 ottobre 2013.

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