Petagramma, Pentacolo, Pentalfa, Stella a cinque punte. Tutto il significato.

Uno dei simboli più affascinanti e che subito rimandano al mondo della magia e della stregoneria è senza ombra di dubbio la stella a cinque punte, quasi sempre racchiusa in un cerchio. Questo simbolo lo immaginiamo subito indossato in forma di grossi medaglioni o tracciato nei cerchi magici, circondati da ceri e candele. Anche per chi è ignaro di nozioni di stregoneria lo associa immediatamente a incantesimi e rituali magici, quasi ne percepisse l’energia e la forma pensiero che il tempo e le orde di streghe e maghi vi hanno impresso nei secoli. In questo articolo cercherò di esporre chiarimenti e approfondimenti sul significato di questo simbolo.

Il simbolismo della Stella

Le stelle, a differenza di oggi, svolgevano un ruolo importantissimo sia nella vita comune (pensiamo ai navigatori, contadini, ect) che nella sfera spirituale. Le religioni arcaiche davano un ruolo rilevante alle stelle non solo da un punto di vista che riguardava il calcolo dei tempi per lo svolgimento di cerimonie e rituali, ma anche da un punto di vista filosofico e metafisico.

La stella è uno dei simboli del fuoco e della luce celeste e ci insegna che è necessario affrontare il buio e l’oscurità con perseveranza per poter vedere affiorare i primi barlumi della coscienza spirituale e dei poteri magici. Maggiore sarà la perseveranza dell’iniziato nel vivere il mondo oscuro tanto più la dimensione luminosa gli si manifesterà sfavillante. Le stelle fungono da guida nel percorso dell’esistenza e ci rammentano che non siamo mai soli; che la provvidenza e la luce divina sono sempre presenti, anche quando sembra che ci abbia abbandonati o non ne riusciamo a vedere la manifestazione. La luce delle stelle schiarisce la notte anche quando la luna è assente. La brillantezza delle stelle ci spiega che le forze tenebrose sono illusorie. Esiste soltanto la realtà della luce, quella che i cabalisti chiamano Luce Infinita. Vuol dire che non esiste l’ oscurità e che l’universo intero è pervaso dalla luce divina, anche se i nostri occhi non possono vederne tutte le sue manifestazioni. Cioè, la luce sfolgorante del sole è per noi così potente da accecarci e renderci ciechi, il buio della notte senza luna invece ci consente di vedere milioni di astri senza stancarci, e tanto più gli occhi si abituano alla condizione di buio maggiore è il numero di stelle luccicanti che riusciamo a vedere. Insomma si tratta di un paradosso che ci aiuta a comprendere l’armonia delle due polarità opposte e complementari e che non esiste la tenebra, ma soltanto diverse intensità di luce, ideone al grado di evoluzione delle diverse creature.

Di più le stelle sono anche un simbolo di generazione e rigenerazione. Nella notte l’umidità nutre e feconda la terra, favorendone i processi di germinazione e riposo rigenerante. Secondo le antiche credenze astrologiche è dalla posizione delle stelle che dipende il momento favorevole alla nascita o all’avvio di un azione, e il carattere o destino gli viene impresso dal quadro astrale di quel preciso momento.

Proprio il fattore “genesi” pone una determinata stella in posizione privilegiata. Si tratta della stella polare. Da un punto di vista metafisico un universo vivo è un universo dinamico, in cui il dinamismo ne esprime la vitalità. Nel cielo questo concetto è espresso dalla rotazione apparente del firmamento. Gli antichi raffiguravano questa dottrina con l’immagine di una ruota che vortica costantemente, inarrestabilmente. Ma in tutto questo turbinare dei cieli, solo un punto appare costantemente immobile e identico a se stesso: il fulcro della ruota, che nel cielo è costituito dalla stella polare. Questa stella, molto luminosa, è situata a Nord e nella sua fissità segna il centro del cielo e delle orbite delle altre stelle. Gli antichi notarono anche che verso il nord volgono le forze elettromagnetiche che attraversano il pianeta (il muschio, le calamite, i fiori della cicoria, alcuni cristalli, crescono tutti rivolti verso nord)e ne dedussero che questa stella non è soltanto il centro del cielo, ma un filo diretto con il cuore stesso dello spirito divino. Le diverse culture simboleggiarono questo asse terra-cielo con diversi simboli: l’occhio di dio, l’albero del mondo, ecc. Non essendo soggetta al movimento e quindi ai cicli della nascita-morte-rinascita si dedusse che la stella polare fosse “perfetta” ovvero non soggetta alla nascita e alla morte e che quindi fosse una forma visibile del divino, da cui tutto ha origine e che mai cesserà di essere. Notiamo che nella scrittura cuneiforme l’ideogramma della stella a otto punte, usato per le desinenze con significato di “luminoso-splendente” è anche usato per esprimere Dio.

Sempre correlato al mondo astrologico, il segno della stella a cinque punte corrisponde al tracciato apparente del pianeta Venere, segnando anche i punti in cui si incontra con il pianeta Marte. I due pianeti simboleggiano le due polarità opposte (donna-uomo; pace-guerra, ecc) e i tempi e le modalità delle loro interazioni. Il simbolo era spesso tatuato o portato indosso dai marinai e viaggiatori perché lo utilizzavano come amuleto per proteggersi durante la rotta in quanto tramite l’orbita di Venere e la posizione della Stella Polare potevano orientarsi e stabilire i tragitti.

 

 

Il Pentalfa dei Pitagorici.

Anche gli iniziati alle dottrine pitagoriche adottarono il simbolo della stella a cinque punte: il Pentalfa. Il nome deriva dall’unione delle parole greche penta e alfa, e significa le “cinque A” oppure “cinque in uno”. E’ ancora ignoto quale fosse il significato delle cinque alfa del tracciato ma si sa che fosse un segno fausto e apportatore di salute e benessere. Infatti era un emblema dei medici e i latini testimoniano che le cinque punte stavano per la parola Salus (in salute, sano) che spesso vi era iscritta. Ma analizziamo ancora più nel dettaglio questo emblema misterioso dal punto di vista numerologico e grafico.

Le virtù magiche del numero cinque.

Molti dei significati e delle peculiarità del Pentagramma o Pentalfa derivano dal numero delle sue punte. Il cinque costituisce la metà esatta della decina, ovvero il centro assoluto, il numero sacro dei pitagorici e dei cabalisti e rappresenta l’ unione dei numeri 4+1 o 2+3. Nel primo caso il numero quattro esprime il mondo materiale e il numero uno l’assoluto e lo spirito. Lo spirito, che posto in alto, domina sulla materia. Il quattro significa anche i quattro elementi (terra, aria, fuoco, acqua) e lo spirito o quintessenza in cui gli elementi si trasmutano. Di più il quattro sta per le direzioni cardinali dello spazio e l’ uno al vertice che segna il centro (raffigura la stella polare).

Nel secondo caso, il numero è composto dal primo numero pari e dal primo numero dispari, dove il due esprime la polarità lunare, mentre il tre indica la polarità solare che nel cinque sono combinati indissolubilmente. In questo caso, quindi, il cinque significa l’unione degli opposti, dell’uomo e della donna, del sole e della luna, esprimendo al massimo la virtù generativa e la completezza del singolo. Il cinque diviene quindi il simbolo dell’ “ermafrodito ermetico” (cioè l’uomo o donna che ha realizzato l’ equilibrio delle componenti maschile e femminile), consacrandolo a Mercurio oltre che a Venere.

Ma non sono solo queste le interpretazioni mumerologiche del pentalfa. Per esporle è necessario analizzare anche la sua forma grafica.

Le caratteristiche della figura e l’ interpretazione nella Stregoneria.

A prima vista, salta subito all’occhio l’analogia tra la stella a cinque punte e il corpo umano, ribadendo l’antico significato di simbolo della salute. Nella sua posizione ordinaria significa la virtù e il dominio dei sensi, mentre rovesciato indica la schiavitù e il vizio. L’apice della stella raffigura anche la volta celeste e la stella polare, mentre le quattro punte sottostanti segnano le quattro direzioni dello spazio. Le punte sono anche in analogia con i simboli alchemici dei quattro elementi dominati dalla quintessenza-spirito.

Sotto l’ aspetto numerologico, geometrico e astrologico il segno del pentacolo rivela ancora altri misteri. Come esposto più sopra, il cinque è composto dall’unione indivisibile del pari e del dispari, dell’ attivo e del passivo, del sole e della luna. Nella figura, i tre vertici superiori, che chiamerò “corona” simboleggia il numero 3 ed è la parte solare, celeste e maschile, mentre le due punte inferiori, che chiamerò “gambe” simboleggiano il 2 e la parte lunare, terrestre e femminile.  La corona raffigura il sole inteso come espressione massima della luce e del mondo spirituale. Essa disegna il sole ascendente (alba), il mezzogiorno (nella punta superiore) e il sole discendente (tramonto). Le gambe della figura ritraggono le due falci lunari e alla dualità del mondo materiale. Queste configurazioni rimandano alle divinità pagane espresse come un dio unico e trino solare (o triadi divine) e una dea lunare del mondo ctonio, duplice signora della vita e della morte. Ma per il mistero che concerne la completezza della figura e dell’armonia degli opposti, il concetto si può esprime anche all’inverso, come avviene nell’epoca moderna. Questo significa che la corona raffigura la componente lunare o femminile: disegna le mezzelune e il plenilunio (questo posto al vertice) che esprimono la Triplice Dea (triade femminile). Le gambe invece significano il  Dio Cornuto signore della vita e della morte, guardiano del mondo materiale e infero (inferiore, sotterraneo, dei defunti). Raffigura il sole del solstizio d’ estate e quello dell’ inverno (identificati con il Re Agrifoglio e Re Quercia) che nella loro alternanza governano il ciclo del raccolto.

L’intreccio indissolubile di queste due polarità fa del pentacolo un potentissimo simbolo della generazione, espressa dal congiungimento del sole e della luna, del Dio e della Dea che altro non sono che manifestazioni di un’ energia unica (la possibilità di scambiare-sovrapporre i simboli). Questa non va intesa solo nel senso di genesi e di fecondità, ma anche dal punto di vista magico, ovvero della buona riuscita dell’ incantesimo; nella certezza della manifestazione del cambiamento desiderato.

 

Posto in relazione agli astri, il pentacolo è anche un segno legato alla Luna, l’astro che più di tutti influenza il mondo e la Stregoneria. La punta centrale è posta in relazione al plenilunio, mentre la due punte orizzontali sono occupate dalle mezzelune, infine le due punte inferiori sono legate rispettivamente alle prime luci del mese crescente e, dall’altro lato, alle ultime luci della luna calante. Il vuoto -opposto al vertice della figura- cioè lo spazio tra le due punte inferiori, simboleggia la luna nera, l’assenza di luce e corrisponde al centro della stella: il luogo in cui avviene la congiunzione luna-sole e da cui ripartirà il ciclo.

Nascosto nel tracciato tra le quattro punte del pentagramma, troviamo il simbolo della morte che si sottopone a quello della nascita (il centro luna-sole) e vi fa da guardiano il Dio Cornuto o la Dea dell’Inferno con il volto metà bianco e metà nero; mentre sopra troneggia la corona della triplice Dea della rinascita o del Dio trino della luce. Questo è un insegnamento che ammonisce le forze contrarie alla vita, dichiarando che non esiste morte in un universo che pulsa di vita e che è manifestazione stessa della Divinità: tutto ciò che esiste è l’eterno ciclo della vita e della rinascita in un continuo susseguirsi di trasformazioni (i quattro elementi che si trasformano e ritornano allo spirito per discendere ancora nella forma di elementi). Le quattro punte segnano anche i quattro sabba maggiori e i quattro sabba minori all’interno della Ruota dell’Anno, chiamate Feste del Fuoco. Si tratta di quel fuoco divino che è parte del triangolo della punta superiore che troneggia al centro dei quattro sabba della ruota dell’anno – e che rammenta le dinamiche del Cono di Potere.

 

Sempre seguendo l’ astrologia scopriamo che ad occupare le cinque punte non sono soltanto gli elementi, ma anche i cinque pianeti erranti, mentre il centro, come abbiamo appreso è occupato dal sole e dalla luna. I cinque pianeti sono Saturno, Giove, Marte, Venere e Mercurio, e gli elementi ad essi associati secondo le antiche corrispondenze astrologiche occidentali e orientali (l’estremo oriente attribuisci ai pianeti cinque elementi estranei alla tradizione occidentale e mediorientale, questi sono: fuoco, terra, acqua, legno, metallo). Dall’interazione dei cinque pianeti e degli elementi si possono svelare molti misteri del regno celeste, naturale e dell’alchimia.Il pentacolo è anche messo in relazione alla mano e può essere sfruttato per agevolare le sedute di chiromanzia e altre pratiche connesse alla gestualità magica o gli anelli.

 

 

Il potere protettivo del pentacolo

Da tutte queste informazioni comprendiamo che il pentagramma è un simbolo magico dalle molteplici proprietà benefiche che ne fanno un simbolo importantissimo che racchiude in se l’essenza stessa della magia bianca. Questo spiega perché gli antichi libri e le superstizioni ne fanno un talismano potente contro ogni genere di negatività e di spiriti maligni.

In epoca medievale, al pentacolo furono associate le quattro lettere del Tetragramma (il nome di Dio in ebraico, scritto con quattro lettere e impronunciabile) e la lettera Shin (che simboleggia lo spirito) posta nel vertice della figura. Questa formula compone il nome di Gesù in ebraico (Ioshua o Yesu). Cristianizzato e riabilitato nella tradizione cristiana, l’antico simbolo pagano fu introdotto nelle decorazioni delle cattedrali e degli oggetti sacri divenendo un potentissimo talismano che preserva dal male e dal demonio e attira su di se la benevolenza del Cristo (da notare anche che la stella del pentalfa richiama la stella cometa e la posizione del Cristo sulla croce, ribadendone il simbolismo della nascita-morte-rinascita). Ma le peculiarità protettive del pentacolo non sono legate solo al simbolismo cristiano, anzi, essendo un simbolo anteriore al cristianesimo, anche la sua virtù esorcistica e protettiva risale all’antico simbolismo pagano.

Come ho esposto più volte in precedenza, il pentagramma è emblema delle tre luci riunite assieme: astri, sole e luna. Questa combinazione luminosa spaventa e acceca le forze oscure, scacciandole o sottomettendole (da qui l’uso de pentacolo per domare e invocare gli spiriti). La sua figura e numerologia completa e perfetta neutralizza le forze del caos riportandole all’originario equilibrio cosmico. A potenziare l’efficacia della figura stellare vi è quasi sempre un cerchio che la racchiude. Questo cerchio allude al disco solare e alla luna piena, al cielo e all’infinito; essendo una figura senza angoli e costituita da un’unica linea(forma che può essere considerata allo stesso tempo centro e circonferenza) rafforza il concetto di luce e protezione della stella -il cerchio è una figura fortemente protettiva.

 

Non a caso quindi, troviamo questo simbolo in diverse culture e in tutte le epoche, spesso associato alle divinità (es. Venere, Freya); insomma un simbolo potente che incontriamo anche nella struttura di moltissime specie vegetali, spesso considerate magiche.

Tutto il simbolismo viene rovesciato quando la figura è posta all’inverso (le due punte in alto).

 

Spero di aver spiegato chiaramente il significato del simbolo che più rappresenta la Magia e la Stregoneria, in modo da far chiarezza ed evitare errate associazioni con qualcosa di oscuro e malvagio. Anzi spero di aver contribuito a spiegare perché le moderne Streghe Wiccan e non, sono fortemente legate a questo simbolo che porta in se l’antica magia dei nostri antenati.

So che avrò tralasciato alcuni attributi o per negligenza o per mia ignoranza, ma secoli e secoli di storia hanno caricato il simbolo di moltissime interpretazioni.

 

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~ di Jule su 13 ottobre 2013.

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