Guarigione magica a distanza e uso del pendolino.

Molte volte sentiamo il bisogno di mettere a disposizione le nostre abilità stregonesche per aiutare il prossimo, purtroppo, però, questo non sempre è possibile sia a causa dei pregiudizi che delle circostanze della vita. E’ questo il caso della magia di guarigione.

Potete scegliere di rispettare le decisioni personali per non violare il libero arbitrio altrui (non fatevene una colpa), oppure potete comunque scegliere di “pregare a modo vostro” rispettando il codice d’onore delle Streghe: “tutto puoi fare, ma mai del male dovrai arrecare”.

 

Per prima cosa è necessario ottenere una forma di collegamento con la persona da guarire. Può trattarsi di una foto, di un oggetto personale o di una parte del corpo (es. capelli, frammenti d’unghia, impronta, saliva). Qualora non fosse possibile ottenere questo “legame” mediante oggetti materiali, servitevi del nome e della visualizzazione. Stabilito il “legame empatico”, passeremo alla divinazione per determinare il problema e la cura.

Su un foglio di carta, tracciate la sagoma di un corpo umano per rappresentare il soggetto, se avete una foto, attaccatela al livello della testa. Tracciate il cerchio come di consueto (va bene anche la visualizzazione) e accendete un candela bianca. Adesso, sospendete il pendolino e percorrete più volte la figura cercando di individuare le aree problematiche. Mentre fate questo, chiedete aiuto all’angelo custode o allo spirito guida della persona.

Se non siete bravi con il pendolino, sappiate che esso abbandonerà la posizione statica quando incontrerà un area “interessante”. Ecco una guida base per l’interpretazione.

Senso antiorario è solitamente indice di energia negativa, problemi, è il luogo in cui risiede la malattia.

Senso orario è caratterizzato da energia yang, è il luogo del dolore o è il punto di forza. Spesso significa che l’area sta guarendo.

Avanti e indietro significa il fluire dell’energia.

Destra sinistra, l’energia non fluisce.

Se, invece, il pendolo ha preso a ruotare subito, quando il movimento si invertirà vuol dire che avete incontrato un’area problematica. Se l’uso del pendolo vi scoraggia, consiglio di attenervi a quest’ultima interpretazione.

Ancora, sempre osservando le oscillazioni del pendolo potrete determinare l’intensità del dolore e della malattia. Ricordate che il più delle volte, le malattie sono la manifestazione di “dolori dell’anima” e non stupitevi se verranno rese note aree che non presentano alcun problema apparente. Quello che state analizzando non è il corpo fisico, ma l’aura del paziente.

Prendete nota dei risultati e delle indicazioni fornite dal pendolo.

Stabilite queste informazioni, dovrete scegliere come intervenire. Il mio consiglio è di iniziare semplicemente inviando energia positiva, visualizzando la persona avvolta in una vibrante luce dorata insistendo nello schiarire le zone malate segnalate dal pendolo. Potete visualizzarle come delle macchie scure che svaniscono, uniformandosi alla luce dorata che avvolge la persona. Nei tre giorni successivi, continuate con la visualizzazione, controllando ogni volta la situazione con il pendolo. In questo modo, confrontando i dati potete rintracciare il punto reale in cui ha sede il problema, distinguendolo dai malesseri secondari o passeggeri.

Adesso, potete incrementare la cura, purificando il paziente con il fumo della salvia o dell’incenso. Inviate preghiere e continuate con la visualizzazione. Controllate sempre con il pendolo nei giorni consecutivi.

Ancora, se decidete di intervenire con “cure” specifiche, sceglietele con il pendolo ponendovi il collegamento empatico a contatto. Facciamo un esempio: volete usare la cristalloterapia, quindi prendete le potenziali cure e ponetele di volta in volta a contatto con l’oggetto empatico. Con il pendolo sceglierete tra quelle che danno un riscontro positivo, fino a ridurre la scelta ad un unico rimedio. Lo stesso si può fare con le erbe. Per applicare il rimedio vi servirete dell’oggetto empatico e della figura di carta. Ovvero posizionerete la pietra sull’area da trattare e l’erba, se deve essere ingerita, la posizionerete sulla pancia, se invece è un unguento, ungerete il foglio sull’area interessata.

Ricordate comunque che, se il soggetto ha rifiutato i vostri “servigi di Strega” non è compito vostro addossarvi una tale responsabilità karmica perché, nel momento del rifiuto, la magia è stata volutamente sminuita in partenza. Se, invece, il “paziente” è ignaro si tratta di tutt’altra questione e le possibilità di successo restano alte.

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~ di Jule su 11 maggio 2014.

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