Interpretazione approfondita della Decima lama dei Trionfi La Ruota della Fortuna


Vorrei che prima di procedere con la lettura dell’articolo estraesse questa carta dal vostro mazzo di Tarocchi. Mi riferisco a coloro che posseggono i Tarocchi di Marsiglia o carte simili che riproducono le immagini classiche dei Tarocchi –sconsiglio l’utilizzo di mazzi diversi.

Per la carta X. LA RUOTA DELLA FORTUNA, i manuali riportano questa interpretazione: fortuna, cambiamento in meglio, vincita al gioco, alti e bassi del destino. Quando vogliamo far parlare le immagini dobbiamo leggerne il nome e il numero e poi dimenticarli per un momento e lasciare che sia la scena a rivelarci tutta le “porte che può aprire”; infine è doveroso tornare anche a riflettere sul numero che ordina e colloca con precisione il singolo soggetto all’interno del tutto.

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Cosa vediamo in questa carta dei Tarocchi? Nell’immagine predomina una grande ruota raggiata montata su una struttura sorretta da una scala; sul lato una manovella per azionare l’intero congegno meccanico. Attorno, aggrappate alla ruota ci sono tre creature fantastiche che suggeriscono il moto della ruota. Sullo sfondo il paesaggio semplificato al minimo: l’orizzonte divide il cielo dalla terra. Dimentichiamo per un attimo il nome della carta, questa immagine ti fa pensare immediatamente alla fortuna? Personalmente no e credo che sia cosi anche per voi. Ora esaminiamo i singoli elementi in relazione alla composizione.

Il paesaggio, se pur ridotto al minimo e con l’apparente funzione di sfondo ci comunica informazioni importantissime. Non ci sono costruzioni umane quindi si tratta di un ambiente selvatico, ma non selvaggio perché non troviamo alberi e selve, anzi sembra un prato. Questo sfondi divide il riquadro in due metà: una chiara, l’altra scura; una celeste e l’altra terrestre. Si tratta del binario che regola l’equilibrio cosmico, il positivo e il negativo.

La ruota rimanda subito a due oggetti che era facile incontrare in quel lontano passato: l’aratro e l’arcolaio. Entrambi sono simbolo del lavoro duro e paziente, indispensabile e legato alla terra. Ecco che quel prato sullo sfondo assume un carattere più deciso e delineato: è il campo coltivato che vien solcato dall’aratro e che fornirà il lino da filare con l’arcolaio. Ancora, è la ruota del mulino che raffina il grano e i cereali per ridurli in farina, simbolo di nutrimento e sostentamento. Tutti questi tre strumenti ci parlano del lavoro per produrre il sostentamento e l’abbondanza.

Adesso che abbiamo riconosciuto il soggetto e il tema ritratto nel Trionfo, possiamo ampliare la prospettiva interrogando la figura e spostando l’attenzione sulle figure restanti.  Cosa occorre per svolgere i lavori agresti e per trasformare il prodotto della terra in oggetto utile? Il rispetto del tempo opportuno, è ovviamente la risposta. Il tempo necessario ai cicli naturali della semina, della maturazione e della raccolta. Come faccio a conoscere i tempi migliori per svolgere i lavori? Contadini e allevatori, nella loro umiltà serbavano un enorme patrimonio di conoscenze: la conoscenza del cielo. Ecco quindi che la ruota si sposta su un altro livello di interpretazione. Osservate bene, la ruota dell’aratro-arcolaio non tocca il suolo, ma è sospesa nel cielo. Questa gigantesca ruota è il cielo, o meglio è il movimento e le traiettorie degli astri nel firmamento. Il centro di questa ruota è la stella polare, il centro immobile del cielo stellato, il perno fisso intorno a cui ruota tutto. I raggi rappresentano la divisione dello spazio celeste in quattro direzioni e dodici case astrologiche, mentre la circonferenza della ruota simboleggia la cintura zodiacale delle costellazioni. Cosa significa questo? Come si applica ai significati precedenti? Il cielo determina i tempi della natura: l’alternanza ciclica delle stagioni, del giorno e della notte, della fioritura e della maturazione; come diceva Ermete: “come in alto, così in basso” (pensate allo sfondo perfettamente diviso nella simmetria cielo e terra). Vedete come tutto si incastra? Vedete come il significato di una carta si apre a livelli differenti? Proseguiamo.

Attorno alla Ruota Celeste sono disposti una manovella per azionarla, tre animali di fantasia e una scala. Iniziamo dalla leva che serve per azionare il marchingegno perché tocca il centro della ruota e della figura. La manovella è posta alla stessa distanza del disco della ruota, quindi si tratta di un punto del cielo. Da cosa dipende la vita terrestre? E cosa crea nel mondo e nel cielo i vari settori –case astrologiche- della ruota celeste? Ovviamente si tratta del Sole. La manopola per azionare il movimento della Ruota è quindi il principio del percorso del Sole. Questo punto del cielo corrisponde al superamento del Solstizio d’Inverno. Ecco dunque che un quel punto incontriamo anche il primo animale sulla ruota: una creatura strana creatura con testa di pesce e coda da quadrupede, diviso a metà dalla leva. Simboleggia il periodo dell’anno che va dalla fine dello Scorpione –coda- e percorre Sagittario, Capricorno –quadrupedi-  e metà del Pesci –testa del pesce. La leva che si trova a metà della bestia segna il Capricorno –appunto metà capra e metà pesce- e precisamente il Solstizio d’Inverno. Da quel momento preciso il Sole inizia la sua risalita nel cielo e il suo aumento di vigore, risvegliando la natura. La figura rappresenta l’inverno buio e umido, in cui ci si concentra sull’allevamento, mentre nei campi si riversano le piogge.

Proseguendo lungo la testa del besce arriviamo all’apice della Ruota, dove ci aspetta una creatura dall’aspetto araldico. Noteremo che porta sul capo una corona e attorno alla testa è dotata di qualcosa che ricorda la forma di un paio d’ali. Anche questo mostro ha la coda ed è seduto in una posa animalesca. Questo punto corrisponde all’ Equinozio di Primavera, come lo deduciamo? La corona e, quando è presente, anche la spada, ci ricordano il segno dell’ Ariete, segno regale e dominato da Marte (marzo era il segno dedicato a questa divinità). Anche la forma delle ali, se esaminata meglio è in realtà la forma della corna dell’ ariete e la posa ricorda quella del Toro. Lo sguardo di questa “sfinge” è rivolto nel senso di rotazione della ruota. Questo è il periodo del risveglio, della semina e del sole “buono”.

Discendendo troviamo l’ultima creatura fiabesca che sembra un uomo-animale o un animale-umanoide. L’ aspetto umano simboleggia il segno dei Gemelli, la veste rappresenta il Cancro, la coda e la posizione delle braccia sono il Leone. Il sesso che, nel volto ricorda quello femminile ci suggerisce che guarda verso la Vergine. Questo personaggio è posto a testa in giù e segna il punto in cui il sole attraverso il Solstizio d’Estate, punto a metà strada fra Cancro e Leone. La creatura è posizionata a testa in giù significando la lenta, ma progressiva discesa del Sole che porterà alla maturazione e alla morte della natura. Infatti, il braccio è proteso verso la terra, come a voler strapparne le spighe del raccolto, ma non vi riesce ancora perché dovremo percorrere ancora un’altra tappa.

Sotto la ruota, adagiata a terra, troviamo una scala su cui è montata la ruota. Anche questo elemento non è casuale e raffigura una porzione ben determinata dello zodiaco. La terra su cui e posata la scala simboleggia le spighe del segno della Vergine, mentre la scala è il geroglifico arcaico del segno della Bilancia, raffigurati anche dalle travi che sorreggono in equilibrio perfetto la struttura della ruota. Tocca terra, o meglio sembra staccarsi da essa, la coda del primo mostro e raffigura la coda dello Scorpione. In questa parte dell’anno il Sole è caldo ma debole e porta i frutti della maturazione, i campi vengono recisi dal raccolto e ridotti a semplice terra brulla. La scala-bilancia è il simbolo dell’ inevitabile discesa del Sole-seme nella terra, della morte e della gestazione. Quello che è stato seminato deve essere raccolto per evitare di interrompere il moto della ruota.

La ruota celeste stessa si trova a metà tra la parte luce e quella ombra, simboleggiando oltre alle quattro stagioni, il giorno e la notte. Questa ruota significa il rispetto della scienza dei tempi adatti per intraprendere le azioni ed ottenere l’esito migliore. Cosa ci ricorda questo? Sicuramente su un piano più elevato esprime la dottrina astrologica e l’incarnazione delle anime e il destino che esse devono percorrere nel ciclo infinito dell’esistenza.

Vedete come da persone “ignoranti” siamo riusciti ad istruirci su delle verità naturali e filosofico-naturaliste senza il bisogno della parola e del numero? Seguendo questa linea di pensiero, la ruota dell’arcolaio di questo Arcano Maggiore è lo stesso arcolaio delle fiabe popolari, esso secerne il veleno dello Scorpione che comporta la morte apparente della filatrice, che si risveglierà nel tempo dovuto per andar incontro al suo destino, a cui non può più sottrarsi perché ha azionato la ruota del karma. Ogni azione determina una conseguenza. Ad ogni alba segue un tramonto.

Ma se adesso considerassimo il numero? Il dieci è un numero importantissimo nella dottrina pitagorica e cabalistica perché esprime il concetto di perfezione e di totalità. Cosa c’è di più perfetto dell’ ordine cosmico? Il dieci è una versione dell’ uno, la dove il sole e il cielo sono l’uno, il mondo e la natura sono la trasposizione terrestre. Il dieci è il numero del compimento della prima decina e al contempo è il principio della decina successiva. Allo stesso modo è il ciclo dei raccolti: l’abbondanza del prodotto finito e l’inizio del nuovo ciclo produttivo. Il dieci in caratteri romani ha la forma di una X. Questa figura è formata da due assi opposti e complementari e divide lo spazio in quattro settori esattamente come la Ruota della Fortuna. Il suo tracciato ricorda quello del simbolo esoterico della morte e delle energie di Saturno, il detentore della falce: le ossa incrociate, ovvero il compimento, la maturazione, il tempo, il recidere per preservare e rigenerare.

Alla luce della parola, dunque, La Ruota della Fortuna è l’allegoria del fato, della legge celeste, del rispetto del tempo per ottenere il buon risultato. La fortuna risiede nel muoversi in armonia con la Natura e con Dio. La fortuna risiede nella disposizione di un buon cielo natale, nel intraprendere le azione nei momenti migliori. La fortuna è il premio del duro lavoro, della pazienza. La fortuna è una qualità tanto superiore quanto terrena. La fortuna è sempre presente, perché quantunque crediamo di aver toccato il fondo, non resta che risalire. La fortuna è nel non illudersi di aver raggiunto l’apice e la stabilità perché nell’illusione giungeremo al punto opposto.

Solo ora mi accorgo di quanto mi sono dilungato e quanto abbiamo appreso da una singola carta leggendone l’immagine proiettandoci nella mentalità i Tarocchi furono concepiti, invece che affidarci alle parole chiave di un manualetto! Perciò concludo dicendo che il significato di una carta resta imperfetto e incompleto finché non viene letto assieme alle carte che la toccano. Ad esempio: La Ruota della Fortuna con le Stelle e l’Imperatrice presagiscono una nascita, l’arrivo di un dono, un periodo particolarmente propizio. La Ruota della Fortuna con Torre e Appeso, invece possono essere indice di periodi di crisi, cattive azioni e truffe.

~ di Jule su 13 luglio 2014.

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