Ginepro: usi magici, terapeutici e tradizioni.


ginepro

Oggi voglio parlare di una pianta che ha una storia magica antichissima,la quale sta cadendo in disuso ed oblio presso le moderne streghe a causa delle scarse fonti rilegate ormai alle tradizioni popolari quasi perdute e ai vecchi grimori -che non destano più interesse nelle nuove generazioni di streghe orientate verso i nuovi culti pseudo pagani.

I ricercatori delle tradizioni magiche antiche, attraverso un percorso a ritroso, scopriranno che l’uso superstizioso di questa pianta, che viene tramandato dalla tradizione magico-popolare a carattere prettamente cristiano è in realtà un passamano che va avanti da una remotissima antichità pagana, di era in era, giungendo all’attualità, con la speranza di sopravvivere, adattandosi alle nuove forme di spiritualità e liturgie. Sto parlando del Ginepro.

Il Juniperus communis appartiene alla famiglia delle cupressacee ed largamente diffusa nel territorio europeo e predilige un clima temperato-freddo . Il ginepro è una pianta comune dei boschi in Italia, si presenta come un cespuglietto di aghi pungenti verde argentato ornato dalle profumate bacche, verdazzurro da giovani e scuro-violacee a maturazione, dette comunemente coccole. Il suo aroma è pungente e piacevole, ed è più intenso nei luoghi e nei tempi in cui il clima è più caldo (perché stimola la secrezione degli olii essenziali). E’ una pianta facilissima da individuare e sicuramente ne avrete incontrata una.

Gli antichi apprezzarono molto il ginepro sia come pianta medicinale che magica. Della pianta si adoperava praticamente ogni sua parte a tal punto che i fini pratici e quelli magici si confondono e si fondono.

Il legno di ginepro è prego del suo aroma ed ha la particolarità di non essere intaccato dai tarli e dai parassiti. Questo dettaglio non è certo sfuggito all’occhio degli antichi, che ne adoperavano le asticelle per cacciare tarme dagli armadi e dal mobilio. Il legno veniva bruciato negli ambienti chiusi per disinfettare l’aria dalle malattie e fu prassi comune durante le epidemie di peste e vaiolo -uso che si protrasse fino al XIX secolo. Dalle ceneri, invece, si ricavava un unguento per contrastare lebbra, rogna, pruriti, scabbia e altre malattie cutanee.

Il succo del ginepro donava un medicamento efficace contro i morsi delle vipere e altri animali velenosi.

Un impiego più ampio era riservato alle bacche, o coccole. Con esse, gli antichi egizi ricavavano rimedi contro le infezioni e quindi, indispensabile ingrediente per il processo di imbalsamazione delle mummie. Il medico Dioscoride le usava per curare i disturbi respiratori, coliche, cistiti; Catone il Censore, nel II secolo a.C. ne ricavava un vino diuretico. Nell’800 l’abate Kneipp prescriveva bacche di ginepro per purificare il sangue e curare dermatiti.

Oggi sappiamo scientificamente che il ginepro è un valido aiuto per trattare eczemi, acne, pelle grassa, ritenzione idrica, cellulite, infiammazioni articolari.

Come accennato più sopra, le virtù salutari del ginepro sfumano nella magia, dove ha da sempre trovato un vasto uso. Le fumigazioni di legno di ginepro erano valide per allontanare le fiere, i fantasmi, le streghe maligne, i demoni, la magia nera, serpenti ed era ritenuto propiziatorio per la buona sorte. Ancora agli inizi del secolo scorso, nelle campagne emiliane si bruciava il ginepro la notte di Natale e la cenere veniva conservata come portafortuna e per eventuali riti scaramantici da officiare durante l’anno. Secondo una superstizione, i rametti di ginepro appesi sulle porte o alle finestre tengono lontani i ladri e le streghe maligne, infatti si credeva che le streghe non resistevano alla tentazione di contare tutti gli aghi, ma essendo numerosi, perdevano il conto, finché spazientite se ne andavano.

Le bacche sono state impiegate a lungo per stimolare i poteri magici, rompere malefici, malocchi, esorcizzare, conferire potenza nell’uomo, proteggere, ecc.

Per i Romani, il ginepro era un emblema della purezza, della castità e dell’inviolabilità, pertanto ricorreva negli incantesimi relativi all’amore, alla famiglia ed ornava le spose.

Secondo la dottrina delle segnature, il ginepro è posto sotto l’influenza del Sole e può essere raccolto in qualsiasi giorno dell’anno, anche se è consigliabile raccoglierlo in Agosto o in durante i solstizi e gli equinozi; nel ginepro prevale l’elemento fuoco. Pertanto era considerato un validissimo rimedio per il sangue, il cuore, le membra, gli occhi, l’intestino, i dolori reumatici e bilanciare le energie lunari-acqua; tuttavia si sconsigliava di usarlo quotidianamente per via interna perché “riscalderebbe” troppo.

Secondo un antico grimorio, per conservare al meglio le virtù del ginepro, effettuata la raccolta in agosto, si lasciano le bacche a macero in vino bianco o acquavite per tre giorni, in modo che si impregnino bene. Fatto ciò, le coccole vanno essiccate benissimo al sole; inscatolare.

Il ginepro è stato anche uno dei primi incensi, dalla Mesopotamia alle steppe della Russia, Medea se ne servì in una pozione per addormentare il drago custode del Vello d’Oro, e il suo potere magico è davvero elevato come decantano la letteratura occulta e la tradizione popolare. Basterà fare qualche ricerca approfondita per scoprire quanto fosse stimato e utilizzato in cucina, medicina e magia, anche nel vostro territorio locale.

IDEE PER UN TRASPORTARE IL GINEPRO NELLA STREGONERIA MODERNA.

Integrare il ginepro negli incantesimi e negli incensi delle celebrazioni solari della Ruota dell’Anno.

Confezionare amuleti in legno di ginepro per difendere la casa, animali o persone.

Macerare rametti e bacche di ginepro in acqua calda, immergersi nella vasca da bagno per una purificazione totale.

Aggiungere aghi di ginepro nella bottiglia della strega.

~ di Jule su 25 agosto 2014.

2 Risposte to “Ginepro: usi magici, terapeutici e tradizioni.”

  1. Grazie per questo bellissimo articolo.
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