Le erbe magiche di Alberto Magno


testata

E’ tarda sera mentre inizio a buttare giù questo lungo post relativo alle erbe magiche più celebri del passato e so che questo articolo potrà richiedere anche due giorni di lavoro. Queste nozioni dovrebbero figurare nel libro delle ombre dei tradizionalisti per esser ben appreso e conservato. L’argomento trattato riguarda le erbe magiche della tradizione, con particolare riferimento ai testi di Alberto il Grande (1.206), il celebre alchimista. E’ un articolo fondamentale per i cultori della dottrina delle segnature (corrispondenze) e di quell’aspetto della magia noto con il termine moderno di “magia verde”. L’occultista saprà come utilizzare queste informazioni ed integrarle nella pratica magica😉 .
NOTA IMPORTNATE: Le informazioni contenute in questo post sono ad esclusivo titolo informativo. Molte erbe sono velenose e possono provocare danni seri. I rimedi terapeutici risalgono al medioevo, la scienza erboristica ha fatto notevoli passi avanti nel corso dei secoli! Usa il buonsenso. Questo è un sito di magia non di medicina. Antica Stregoneria non si assume alcuna responsabilità sull’uso delle informazioni qui contenute.
Sebbene Alessandro Magno fosse un precursore della scienza, possiamo e dobbiamo considerare i suoi scritti e le sue ricerche prettamente legate alla magia e all’alchimia.

erbe

Riporto il testo relativo alle curiosità magiche relative a queste piante. Ribadisco che si tratta delle “curiosità”, mentre le proprietà magiche tradizionali e antiche sono più numerose e variano da regione a regione.

ELIOTROPIO: I Caldei chiamarono la prima delle erbe sopra enumerate erba vicos, i Greci mutichiol, i Latini heliotropium, derivandolo da elios che vuol dire sole e da tropos che significa cambio, perché questa pianta continuamente gira il disco dei suoi fiori dalla parte del sole dando l’impressione di seguire il corso di quest’astro. Cogliendo l’eliotropio nel mese di agosto, quando il sole è nel segno del Leone, acquista una virtù meravigliosa. Avvolgendo la pianticella in una foglia di lauro insieme a un dente di lupo e portandola indosso si tacitano le cattive lingue. Anche i nostri nemici invece di calunniarci e di parlare male sono costretti a elogiarci. Collocandola sopra la testa durante la notte scopriremo chi tentasse di derubarci; riponendola nascostamente nell’abitazione di qualche donna che piace, questa è costretta, anche contro la propria volontà, a violare la fedeltà coniugale e non potrà uscire dalla propria abitazione o dal luogo dove fu invitata se prima non verrà tolto dal ripostiglio il sortilegio. Più volte esperimentato questo genere di fattucchieria ha dato sicuri risultati. Si tratta di una pianta molto usata soprattutto nell’ambito della stregoneria.
ORTICA: prendendo un ramo da mille foglie della pianta da noi chiamata ortica, dai Caldei royle e dai greci olteribus e, tenendolo con la mano sinistra sapremo vincere qualunque timore e nemmeno la vista di un fantasma potrà spaventarci. Unendo il succo di questa pianta alla serpentina polverizzata sfiorando con questa pasta le mani e gettando il residuo in una fonte o in un ruscello, i pesci saliranno alla superfice e si lasceranno prendere con le mani. Ritirando le mani dall’acqua i pesci guizzeranno di nuovo in fondo.
CARDO: I Caldei chiamarono boromberoi, i Greci Allomos, i Francesi junco de pastor, la pianta da noi conosciuta col nome di giunco di pastore o semplicemente giunco. Bagnando ripetutamente questa pianta col succo di mandragora, dandola poi a mangiare a una cagna o a qualunque altra bestia (essere umano incluso) di sesso femminile, questa resterà gravida come se si fosse accoppiata col maschio della propria razza. Bagnando con il succo di mandragora e del giunco pestato un dente mascellare di iena (sempre femmina) toccando con detto dente qualche cibo o qualsiasi bevanda, chi ne mangerà o berrà si accenderà d’ira. Se l’esperimento sarà fatto su varie persone riunite in mensa, si azzufferanno fra loro e difficile sarà riappacificarli.
CELIDONIA: I Caldei chiamavano la celidonia “aquilare” perché germoglia nella stagione nella quale nidificano e quando le rondinella covano le uova. Chi porta indosso unita al cuore di un topo, trionfa su tutti i suoi nemici per quanto potenti e si procura affari lucrosi. Collocandola nel modo sopra descritto sul capo di un infermo se ne dovrà morire intonerà qualche canzone, se è destinato a guarire scoppierà in pianto. Infonde coraggio.
PERVINCA: l’erba donzella o pervinca, detta dai Caldei iteris e dai greci verax, ridotta in polvere e mescolata con lombrichi di terra, propinata nelle vivande eccita gli uomini desideri erotici. Aggiungendovi una certa quantità di zolfo e gettandola in uno stagno o in un leghetto, tutti i meschi moriranno; data da mangiare a un lupo anch’esso morirà. Questo esperimento è stato provato dai maghi antichi e moderni (cioè dell’epoca di Alessandro Magno).
MENTA PULEGGIO: La buith dei Caldei, il Retus dei Greci, conosciuta da noi col nome di Nepitella, mescolandola con la polvere di una pietra, che sia stata entro il nido di un upupa, e fregando con detta erba il ventre di una bestia, questa rimarrà gravida dando alla luce un animale molto nero. Se si applicherà alle narici degli animali questi saranno presi da una sincope passeggera; se si sfregheranno le pareti delle arnie delle api non potranno uscire dalle celle, al contrario collocando qualche ape che stia per soffocare o morire entro le foglie di nepitella polverizzate, ritorneranno in vita, come accade per le mosche se si pongono entro la cenere calda.
CINOGLOSSA: La lingua di cane, ossia l’ageil dei Caldei e l’orum dei rana, attira tutti i cani dei dintorni. Chi la porta sopra il dito alluce non corre rischio di essere assalito dai cani; invece attaccandone un ramicello al collo di un cane la bestia comincia a girare intorno a se stessa fino a quando si abbatte al suolo svenuta per riaversi dopo alcuni minuti dalla morte apparente.
GIUSQUIAMO: Dando da mangiare alcune foglie di giusquiamo (mansea per i Caldei, centoris fra i Greci) mescolate con liquirizia e radice di colchito a un cane idrofobo, lo si uccide sul momento. Se si porrà del sugo di giusquiamo in una tazza di argento questa si spezzerà; se si confezionerà con detta erba una pasta mescolandola con succo di foglie di lauro, durante il sole leone e si seppellirà in un letamaio, vedremo nascere in breve tempo molti lombrichi. Ridotti in polvere i lombrichi, spolverando con essa il collo e le vesti di una persona la faremo ammalare d’insonnia, strofinandole invece coi lombrichi non polverizzati le mani e la fronte sarà colta dalla febbre. Mescolando gigli, giusquiamo, succo di alloro in un vaso con latte di vacca, avvolgendo il vaso con pelle di vitello tutte le vacche dei dintorni perderanno il latte. Simile sortilegio se viene scoperto è considerato grave reato, di conseguenza punito con la legge (ormai da secoli estinta).
GIGLIO: La pianta di giglio da un fiore molto conosciuto. Preso un bulbo di giglio, qualche seme di senape, una zampa di donnola e interrato il tutto accanto alle radici di un qualunque albero, si è certi di veder seccare entro l’anno la pianta. Usando tale composizione come cibo da dare ai pesci, essi salgono alla superficie a frotte; introducendola in una lampada ardente tutti quelli che si trovano nell’ambiente appaiono neri come africani. Ridotta detta composizione in polvere, mescolata con olio puro di oliva e zolfo, sparso sul muro di una casa, quando batterà il sole la costruzione prenderà l’aspetto di una casa in fiamme.
VISCHIO DI QUERCIA: Il luperax dei Caldei, l’etixena dei Greci è il così detto vischio di quercia. Collocando un ramo di vischio con un’ala di rondinella attaccata, tutti quanti gli uccelli che si troveranno nei boschi vicini entro un circuito di due chilometri e mezzo d’aria, verranno a posarsi sul ramo. L’esperimento è stato provato ripetute volte.
CENTAUREA: I maghi assicurano che l’erba centaureo, ossia l’artegonie dei Greci, possiede virtù meravigliose. Mescolandola con sangue di upupa femmina e immergendola in un vaso d’olio, le persone presenti si vedranno con la testa in terra e i piedi in su; se si getterà sul fuco in una notte stellata si avrà l’illusione che le stelle si rincorrano nello spazio, urtandosi e distruggendosi; se si farà odorare a qualcuno, questi si metterà a correre a gran velocità non arrestandosi prima di un quarto d’ora.
SALVIA: I Caldei chiamavano colorio, i Greci clamor la pianta detta in latino ed italiano salvia. Una pianta di salvia introdotta in una bottiglia di vetro e sepolta sotto lo sterco, genererà o un grosso baco o un “uccello” con la coda simile a quella del merlo. Strofinando col sangue del volatile lo stomaco di un cane, l’animale perderà per mezzora la sensibilità. Bruciando alcuni bachi generati dalla salvia e gettando la cenere nel fuoco si udrà uno spaventevole scoppio; mettendola in una lampada accesa la stanza parrà abitata da numerosi serpenti.
VERBENA: Secondo i maghi la verbena (helioron in greco) colta quando il sole entra in Capricorno e mescolata coi semi di peonia, conservati da un anno, rianima le persone svenute. Sepolta sotto il letame nello spazio di sette settimane forma certi lombrichi, che hanno la facoltà di far correre chi li tocca Collocando un ramoscello di verbena in una colombaia attirerà tutte le palombe e i piccioni dei dintorni; spargendo invece polvere di verbena in un ambiente dove convenga una coppia di innamorati, questi senza giusto motivo bisticceranno fra loro.
MELISSA: La melissa è conosciuta presso i Caldei col nome di cyleos e dai Greci è chiamata casini. Pestata la melissa mentre è verde e mescolata con sugo di cipresso di un anno, introdotta in un piccolo vaso o in una bottiglietta, apparirà piena di lombrichi. Chi porterà seco questo vaso o bottiglia attirerà la generale simpatia e trionferà sui nemici. Appendendo questa erba alla coda di un bue lo si renderà docile come un agnello; bagnando una corda con succo di melissa, mescolato al sudore di un uomo con capigliatura bionda, la corda si spezza a metà.
SERPENTARIA: La serpentina o serpentaria (quinquefolium in greco) è un’erba poco conosciuta. Interrandola insieme a una foglia di trifoglio genererà serpenti rossi e verdi. Ridotti in polvere i serpenti e introdotta la polvere in una lampada accesa produrrà l’illusione di un gran numero di serpenti arrotolati; sparsa nella stanza messa sulla testa di una persona addormentata questa si sveglierà di soprassalto e non le sarà possibile prendere sonno durante tutta la notte. La serpentaria resta comunque un’erba misteriosa perché quella degli antichi era molto probabilmente un erba allucinogena capace di produrre visioni prodigiose.

La tradizione magica assicura che i poteri delle erbe risuonano con quelli degli astri da cui ne ricevono beneficio. Vediamo una tabella delle erbe planetarie tradizionali.

erbe 2

ASFODELO: Essa deriva le sue qualità dal pianeta Saturno. Il succo serve a calmare e curare il male ai reni, della vescica ed è efficace contro i calcoli; si applica anche ai dolori alle gambe. Le radici di questa pianta fatte bollire e appese al collo dei malinconici o degli ossessi li libera dall’incubo e dai demoni; conservandole in casa la preservano dagli spiriti maligni.
SALICE NERO: il salice è un albero degli spiriti e vien usato per evocarli, dominarli e comandarli. Si impiega sia in bene che nel male, ad esempio per inviare incubi oppure per far consolare una persona che soffre per amore.
GIUSQUIAMO: La pianta chiamata giusquiamo è di Giove; dominando questo pianeta il fegato, il succo di giusquiamo mescolato con miele riesce efficacissimo nella cura delle malattie di questo organo. Ma il giusquiamo possiede molte altre qualità salutari. Applicando le radici pestate sulle ulceri toglie l’infiammazione e la fa rimarginare; se si applicano sulle glandole e sulle pustole non ancora aperte le dissipa impedendo il formarsi della piaga. Calmano qualunque dolore, specialmente se la cura si esegue nei giorni dominati dall’astro che domina la parte malata. Né meno importanti sono gli effetti morali. Portando sempre indosso foglie di giusquiamo si aumenta l’amore della persona a noi casa, si guadagna la simpatia degli indifferenti e la serenità di carattere. Il giusquiamo favorisce la profezia e l’evocazione degli spiriti.
AGRIFOGLIO: Pianta protettiva, rappresenta regalità e l’energia maschile –si dice che operi meglio per gli uomini. Preserva le abitazioni dai fulmini e dagli spiriti malvagi, tuttavia porta sfortuna bruciare l’agrifoglio, soprattutto in casa. E’ impiegato nei riti divinatori.
PIANTAGGINE: La sua radice si usa contro l’emicrania o qualunque altro dolore alla testa. Quando Marte è in Scorpione si utilizza come medicina per il male degli intestini e in caso di ulcere. Bevendo il succo si ottengono meravigliosi effetti sulle malattie di stomaco, nei casi di dissenteria e di emorroidi.
POLIGONIA: Viene chiamata anche casa del sole. Guarisce i mali del cuore, i dolori di stomaco; chi la tocca acquista una virtù derivante dal sole, il pianeta che ne presiede il germogliare e il fiorire. Bevendone il succo l’organismo si rafforza, è perciò indicata ai deboli di polmoni, facilitando loro la respirazione. Applicandola sopra lo stomaco guarisce le nevralgie e l’esaurimento nervoso; portando addosso le radici cura le infermità degli occhi.
SANGUINARIA: Era usata contro i dolori di stomaco e le affezioni cardiache. Il succo era un afrodisiaco, mentre applicata al petto durante la notte proteggeva dagli incubi.
VERBENA: è il fiore dedicato a Venere. Le sue radici pestate e applicate a mo’ di impiastro si consigliano nei casi di pustole, parotide (tumore alle ghiandole vicino agli orecchi). Un decotto di radici di verbena e miele in acqua distillata bevuto ben caldo calma l’asma. Spargendo le foglie nei campi e nelle vigne rende fertili i terreni, entro le case vi attira la prosperità e vi scacci gli spiriti maligni. I giovinetti che portano le radici di verbena nelle tasche dell’abito sono studiosi e sempre di buon umore.
PENTAFILLO: germoglia, cresce e fiorisce sotto la protezione di Mercurio. Le radici usate come cataplasmi guariscono le piaghe e i tumori; il succo, diluito con acqua bevuto per certo periodo di tempo tutte le mattine, combatte la tubercolosi (!). Usato questo decotto per sciacquare la bocca è un calmante nelle infiammazioni alle gengive e nel male dei denti. Le foglie portate come amuleto, soprattutto da chi vorrà domandare aiuti finanziari, faciliteranno l’elargizione.
CHINOSTATE: è la pianta della luna. Il succo che se ne ricava purga gli acidi dello stomaco, facilita molto la digestione. Il fiore, il quale cresce e cala come la luna, fatto bollire e ridotto a decotto ripulisce i reni; lavando con questa lozione gli occhi li guarisce se sono malati, rafforza e rischiara la vista.
Altre erbe potenti secondo la tradizione magica, la stregoneria e la magia popolare sono:
ANGELICA: L’Angelica archangelica è considerata appunto l’erba degli angeli, un’erba magica di esclusivo dominio della magia bianca che mai può essere usata per fini malvagi o maledizioni. Con essa si preparano collane protettive. Le suore carmelitane la usano per produrre un acqua che si dice doni lunga vita e protegga da veleni e malie. Adeguatamente manipolata si pensa possa produrre visioni.
ARTEMISIA: L’artemisia è l’erba dei viaggiatori. Con il suo succo si lavano gli specchi e le sfere divinatorie e anche usata come incenso ha la fama di promuovere la veggenza e la profezia.
MANDRAGOLA: è l’erba magica per eccellenza. La sua forma richiama quella di un corpo umano, il microcosmo e, come tale ha potere su tutto l’uomo (corpo, mente e spirito).La sua peculiarità è quella di accrescere la fertilità, procurare vittoria e assicurare protezione. Si può usare per qualsiasi rito.
IPERICO: chiamato erba di S.Giovanni o scacciadiavoli, è un’erba usatissima a fini esorcistici, portafortuna e divinatori. Come molte altre erbe magiche, acquista tutto il suo potere quando è bagnata dalla rugiada dell’alba di S.Giovanni (24 Giugno).

~ di Jule su 6 dicembre 2014.

4 Risposte to “Le erbe magiche di Alberto Magno”

  1. Grazie per le informazioni che sono utili se sa di qualche incantesimo sulla salute

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  2. Ciao Jules, mi puoi indicare un’erba da mettere negli angoli della casa a mò di protezione e se deve essere prima macerata con qualche ingrediente? Un saluto Marina

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