Ossidiana

I lettori sanno bene che sono un appassionato collezionista di gemme perciò spesso dedico qualche post a ciascuna di essei. Questa volta ho deciso di parlare dell’ossidiana.
L’ossidiana appartiene al sistema cristallino amorfo in quanto è un vetro vulcanico, formato da strutture fibrose di feldspato con silice cristallina, originatesi con il raffreddamento della lava. E’ vetrosa, lucida, il bagliore è bianco, è fragile e molto tagliente. Si presenta generalmente di colore nero, con bordi color fumo traslucidi o lucenti, ma esistono anche varianti nero opaco e screziato di grigio (ossidiana fiocco di neve), bruno rossastro, mogano e verde scuro, a venature sottili o marmorizzata, arcobaleno, verde acqua trasparente (ossidiana nobile). L’ossidiana è reperibile in ogni parte del mondo, dove ci sono vulcani.
L’etimologia del nome ossidiana deriva dal latino obsianas lapis ovvero pietra di Obsius, nome del personaggio romano che la scoprì per primo in Etiopia. L’uomo impiega l’ossidiana per scopi quotidiani e talismanici da tempo immemore. Per la sua bellezza, reperibilità e malleabilità, fu lavorata già nella remota preistoria per fabbricare punte di lance, lame e raschiatoi. Questo uso si è protratto fino ad epoche recentissime perché con l’ossidiana, i nativi americani forgiavano le punte dei dardi, delle lance e dei coltelli. In magia usiamo le ossidiane nere o comunque quelle brune traslucide (ossidiana fumo) naturali.
Proprio presso tutti popoli nativi del continente americano (nativi americani del Nord America, Mesoamerica, Ande e sud America) l’ossidiana ha conosciuto un ruolo primario come pietra magica. In America era detta Specchio degli Inca, infatti gli Aztechi creavano con essa le immagini del dio Tezcatlipoca o “Specchio Fumante”. Negli oroscopi amerindi, come quello maya, è la pietra del Giaguaro. Gli specchi e le lastre di ossidiana venivano usati a scopi divinatori e magici in molti paesi del Messico e del Sud America. Pare che la pietra divinatoria del celebre mago della corte della regina Elisabetta, John Dee, utilizzasse un’ossidiana del Messico come pietra divinatoria. La tradizione vuole che questo manufatto fosse stato importato proprio da Cortes. Ancor oggi in Messico e altri paesi, non è difficile trovare in vendita sfere di ossidiana al posto di quelle in cristallo di rocca. L’ossidiana fu molto usata come pietra magica anche dai nativi del nord America, in particolare, le pietre grezze d’ossidiana con forma circolare o cilindrica, venivano denominate Lacrime d’Apache. Di colore nero intenso, erano aggiunte ai medicine bags, ai gioielli rituali, adoperate per la guarigione e soprattutto come potente amuleto protettivo contro ogni influsso negativo.
Se decidi di lavorare con l’ossidiana, presta particolare attenzione alla sua manutenzione perché è uno strumento in grado sia di respingere sia di attirare la negatività (attirare le negatività su di se per deviarle, come uno scudo) e di conseguenza, va purificata costantemente, oltre che usata con cautela.

Manutenzione magica dell’ossidiana.

Questo metodo di purificazione che presento è molto personale e non praticarlo se non ti senti attratto o non rispecchia il tuo orientamento magico.
Se lavori con questa pietra regolarmente, dovrai ripetere questa purificazione almeno una volta a settimana. Immergi la pietra in un bicchiere di rum (se ne serve troppo puoi diluirlo con un po’ d’acqua) o alcool e lasciala in immersione tutta la notte. L’indomani puoi intensificare la purificazione, e dare potere alla pietra, soffiandoci tre volte il fumo del tabacco e tracciandovi con le dita bagnate di rum o alcool, dei segni di croce a braccia uguali su ciascun lato (3, 7, 9 o 13 volte). Quest’ultimi passaggi è bene ripeterli prima e dopo ogni utilizzo. Evita di riporre l’ossidiana assieme ad altre pietre o strumenti magici, meglio conservarla in una custodia tutta sua. La pietra lavora bene con le radici di vetiver e patchouli.

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~ di Jule su 7 dicembre 2014.

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