Cristallo di quarzo: come sceglierlo, come curarlo, come usarlo.


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I cristalli hanno la capacitá di immagazzinare energia e informazioni; questo non è un concetto esclusivamente magico, ma anche scientifico. Fra i cristalli, il quarzo ialino è quello in cui questa peculiarità eccelle. Vediamo come scegliere e prendersi cura di questo strumento della Natura.

Un cristallo di quarzo va maneggiato con cura e cautela. La prima cosa da fare è scaricarlo da energie e informazioni obsolete. Porlo sotto acqua corrente, in acqua salata o sotto terra può dimostrarsi utile.
Fatto ciò, bisogna essere consapevoli che il cristallo immagazzinerá e diffonderà le energie e le forme pensiero con cui entra in contatto:

  • Nel maneggiare il cristallo mantieni puri il corpo, lo spirito e la mente. Non vogliamo che esso diventi una batteria per i pensieri e le energie negativi. Occhio alle parole che pronunciate e allo stato d’animo.
  • Non posizionare un cristallo di quarzo ialino in luoghi caotici, ne circondato da oggetti o altri cristalli soprattutto se questi sono estranei alla funzione che esso dovrà svolgere.
  • Collocarlo in luce quando è in “funzione” e, riporlo all’ombra e al buio quando è “spento” a riposo.
  • Nutrire e purificare il cristallo molto regolarmente anche se può sembrare esagerato, è importante.
  • Il cristallo di rocca è una pietra di luce e chiarezza, pertanto è preferibile scegliere i cristalli più limpidi e nitidi.
  • Prediligere cristalli ben formati, integri o con un taglio regolare.
  • Conservare il cristallo in un astuccio o in uno scatolo tutto suo.
  • Il cristallo è come un essere vivente, passa attraverso processi vitali di genesi e sviluppo; pertanto presso molte culture antiche, erano considerati vivi e dotati di spirito. Raccogliere un cristallo significa interromperne l’evoluzione e la “vita”. Pertanto è uso onorarne lo spirito affinché sia un alleato.

Considera l’idea di destinare ciascun cristallo ad un unico tipo di lavoro perché ciò ne rafforza l’efficacia e riduce le “interferenze” energetiche. Questo dipende dalla natura stessa dei minerali: si sviluppano in un processo di cristallizzazione, sedimentazione, aggregazione e raffreddamento.

Il quarzo ialino è Luce allo stato solido, visione chiara e solidità, è una pietra adattissima per lo sviluppo spirituale, della chiaroveggenza e della guarigione.
Quando il quarzo è associato al fuoco acquisisce poteri di comunicazione e visione molto particolari, mentre il suo incontro con l’acqua ne accentua le virtù terapeutiche e rigenerative. Se si associa all’aria tramite fumigazioni, respiro e pensiero allora è uno strumento dello spirito e della medianità.

Il cristallo può lavorare in diversi modi. Il più semplice è quello del contatto tattile. Porre il cristallo sulla pelle nuda nella zona da trattare o in cui drenare l’energia.
Il contatto visivo serve per trattare la psiche e lo spirito. Si predilige ad esempio per lo sviluppo interiore e spirituale, per riequilibrare le emozioni o per allontanare la tristezza.
Influenza ambientale, si colloca la gemma nel luogo dove si intende beneficiarne
A distanza, si porrà in contatto con un oggetto empatico (di collegamento) con la persona da trattare. Ad esempio una ciocca di capelli, una fotografia.

Nota bene! I cristalli possono essere fonte di energia negativa o confusione se non sono adoperati seguendo le regole. Essi assorbiranno le energie degli abitanti della casa, diffonderanno la negatività che viene prodotta nell’ambiente e di cui saranno carichi, creeranno confusione se sono posti in luoghi caotici. Emaneranno la loro energia senza posa se non gli si ripone al buio regolarmente (anche loro devono dormire) o “incupiranno” e renderanno letargici se gli si dimentica programmati al buio troppo a lungo.
Questi effetti collaterali sono così subdoli da non essere mai considerati.

Tutte queste premure valgono per i gioielli e in generale per i cristalli.

~ di Jule su 16 marzo 2016.

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