La caccia nel mondo antico: purezza e impurità.


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Il modo di concepire l’idea della caccia nel mondo antico è ben lontano dalla figura del cacciatore rozzo, pericoloso e impuro come ci fanno immaginare oggi con alcune fiabe e i racconti popolari.

Nell’antichità classica, coloro che decidevano di dedicarsi a questa attività necessaria per assicurare alla comunità il cibo in inverno, le pelli e il cuoio, nonché per regolare e preservare le fauna, dovevano seguire un severo codice di norme sacre, morali ed igieniche.
L’omicidio, sia esso di esseri umani o animali, il sangue e i corpi morti rappresentavano le manifestazioni più alte d’impurità (nella religione dell’antica Grecia, così come esiste lo sporco sul piano materiale esiste anche nei piani spirituali-energetici e morali. Questo ci rende indegni davanti alle divinità: secondo la legge di “simpatia” o risonanza, l’impurità può soltanto attrarre altra energia negativa, al contrario della purezza che apre la strada all’energia divina).
I cacciatori erano vincolati a norme e tabù di purezza per rimuovere l’impurità e preservarsi dalle conseguenze che essa comportava. Queste includevano la massima purezza e nettezza fisica, purificazioni rituali ed astensione dai rapporti sessuali (molto sinteticamente).

Il modello che nel divino esprime questa grande diligenza e purezza era la dea Diana Cacciattrice: la dea della verginità e dei bambini, candida e pura come la luna, colei che era distante dalla vita pubblica e dai rapporti sociali; la quale viveva nei boschi e nelle selve dedita a protegge con il suo arco, quelle stesse belve cacciate da lei stessa e dai suoi devoti. Non bisogna dimenticare ne sottovalutare un punto importante: ogni animale ucciso era un animale sacrificato con coscienza, perciò non ci si cibava del sangue e nemmeno della testa. Queste parti erano restituite nell’olocausto per restituire il principio vitale (localizzato principalmente in quelle parti anatomiche) alle divinità e permetterne la rinascita, oltre che per ricevere il perdono per l’atrocità commessa.

~ di Jule su 9 maggio 2016.

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