Tributo al Fuoco Sacro

Mancano 4 giorni al Solstizio d’Estate, una celebrazione antichissima.
Prepariamoci ai falò solstiziali con queste immagini di un antico Tempio del Fuoco (zoroastrismo).

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La scoperta del fuoco è stata una delle rivoluzioni fondamentali dell’evoluzione umana, assieme a quella della ruota: simboli che in questa celebrazione si sposano nella tradizione del lancio della ruota infuocata lungo i pendii.

La scoperta del fuoco ha radicalmente trasformato l’uomo primitivo, che con il fuoco poté cuocere i cibi, sterilizzarli, cauterizzare ferite, difendersi dalle belve e da altri uomini, tenersi al caldo, illuminare gli ambienti, fondere i metalli, ecc
Accendere il fuoco, saperlo domare e mantenerlo vivo significava POTERE.
Coloro che ne conoscevano il segreto ne fecero un idolo e furono i primi stregoni. Nei secoli, questo potere fu condiviso coi fabbri: la classe sacerdotale lavorava con il fuoco spirituale, il fabbro con quello materiale.
I fuochi sacri dell’antichità erano custoditi nei templi con estrema cura, come fossero esseri viventi, in modo tale che ardessero eternamente ed ininterrottamente. Pensiamo ai fuochi di Hestia-Vesta, di Brigidh, i fuochi Zoroastriani e indiani. Non c’era altare, ne sacrificio dove brillassero le fiamme, simbolo della presenza dello spirito delle Divinità. Questa usanza così ancestrale non fu estirpata dalla Chiesa, la quale si arrese accettando la presenza delle candele sull’altare, nella liturgia e come offerta votiva; l’ultimo fuoco eterno pagano fu spento nel medioevo anche se per altri secoli permase un fuoco eterno su ordine di Santa Brigida nel santuario di Kildare. Santa Brigida era una ban-druí (druida) convertita al cristianesimo e conservo nel suo nome e nei suoi insegnamenti molti elementi del culto della dea celtica Brigantia, conosciuta anche con i nomi di Brigite, Brigit.

Concludo con i pensieri e le dottrine degli antichi filosofi in merito a questa possente Divinità scesa dal cielo.

– Plutarco: gli antichi dicevano che Dio fosse uno spirito intellettuale (ovvero privo di corpo materiale, fatto di pura mente e intelligenza) e igneo, privo di forma ma il quale può trasformarsi a volontà in tutto, rendendosi simile a qualsiasi cosa.
– Zoroastro ed Eraclito: sostennero che ogni cosa fu generata dal fuoco.
– Platone: Dio vive entro un’essenza ignea, ossia lo splendore divino.
– Omero: Giove (Zeus in greco Dio) oscura le nubi e regna nell’etere (aether ovvero aetho “bruciare, ardere” ed aer “spirito, soffio”).
– Libro biblico del Deuteronomio: Dio è un fuoco divoratore.

Felice Solstizio d’Estate.

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~ di Jule su 17 giugno 2016.

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