Lughnasad – Lammas dal 2 Agosto 2016


Lughnasadh

dalla notte del 2 Agosto 2016

Lughnasadh era una festività religiosa dei Celti insulari, conservatasi fino ad epoche recenti come festività agraria del raccolto e del pane, assumendo il nome di Lammas e sincretismi cristiani (il pane, appunto) tanto che oggi nella Wicca ha assorbito il senso della Festa del Ringraziamento degli U.S.A. .

L’aspetto religioso originario riguardava il culto del dio Lugh e della terra, la quale era rappresentata da un tumulo sepolcrale femminile. Il raccolto infatti, per quanto simbolo di vita e sostentamento è  vincolato alla morte, ossia la vita vegetale recisa, essiccata o che giunge a maturazione. Questo aspetto è raccontato in alcuni miti come quello dello smembramento dell’uomo dell’orzo, invece in epoche più arcaiche per mezzo di rituali sacrificatori basati sull’antica legge del “dare per ricevere”, del “tutto ritorna alla terra”. Irrorare la terra dei campi con il sangue aveva lo scopo di nutrirla per ridonarle vita in modo tale che generasse un nuovo raccolto l’anno successivo, evitando così che le entità ktonie lamentassero il torto subito.

L’importanza delle date.

I Celti come la maggioranza dei popoli antichi, basavano il loro calendario sui calcoli lunari. Lammas cadeva nel primo giorno del mese d’agosto, ossia nel primo del mese lunare, variabile fra il segno del Leone e della Vergine. Il Leone è emblema del Sole che fa seccare e maturare i cereali; la Vergine con la sua spiga è simbolo della terra madre e della mietitura. Nei calendari lunari il giorno solitamente incomincia di sera, dopo il tramonto – proprio perché si basano sull’osservazione della luna, cosa impossibile nelle ore diurne. Questa è la ragione per cui molte festività pagane sono precedute dalle vigilie, ad esempio la vigilia del Primo Maggio (Walpurghisnatch), la vigilia di Natale, la vigilia di Ognisanti. La celebrazione di Lammas o Lughnasad “apre” la stagione del raccolto, pertanto non è buona cosa celebrarlo in una data del mese lunare precedente.

La festività di Lughnasadd era fra le più lunghe proprio perché implicava la mietitura, il commercio e di conseguenza trattative politiche o famigliari, fra cui i matrimoni, i rapporti fra tribù, ecc. Va da se ché non si una “festa” che si conclude a fine giornata, ma è una celebrazione e una pianificazione della propria vita in vista del secondo raccolto. Lugghnasadd poteva protrarsi anche per un’intera decade (concludendosi circa al ferragosto) cioè finché non fossero definitivamente concluse tutte le trattative, gli accordi e gli affari personali, religiosi, giuridici della famiglia, della tribù e del regno.

Oltre la cultura celtica: influenze anglosassoni, germaniche e scandinave.

La celebrazione di Lugh si fuse anche con quella di Odino, come conseguenza delle incursioni vichinghe e danesi nelle isole britanniche. Il dio Lugh fu comparato al dio padre germano-scandinavo Wodan – Odino. Queste due figure condividono molti aspetti e simbologie: basti pensare che sono divinitá guerriere, della magia, dell’ingegno, associati ai corvi e alla divinazione. In questa data, dunque si era soliti officiare un blot (sacrificio e benedizione) a questa divinità affinché il tempo atmosferico fosse propizio per la coltivazione (Odino è un dio del vento e della pioggia) e il popolo fosse protetto (è un dio della guerra). Ad Odino si offriva il vino migliore (merce assai preziosa e richiesta nei paesi nordici o dell’Europa centrale dove la vite non cresce o comunque non produce vino buono), oppure qualsiasi bevanda alcolica come sostituto, in particolare l’idromele. La tradizione insegna che Odino accetta bevande e che non ami le offerte di cibo.

Ma perché il vino o in alternativa l’idromele? Questo dipende dalle peculiarità di questa particolarissima divinità e dai racconti mitologici. Wodan-Odino è un dio della magia, dell’ispirazione e del furore guerriero, nonché dei viaggi (si presenta in incognito ai mortali sotto le sembianze di un pellegrino mendicante). Il vino merce che proveniva da lontano, l’idromele dolce e per estensione ogni alcolico, erano nell’antichità simbolo di ispirazione, ebbrezza e di profezia.


Buon Lammas, 

Jule.



 

 

~ di Jule su 2 agosto 2016.

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