Idee per riflettere sull’etica neopagana: analisi del verso del Rede Wicca “Sii sempre sincero in amore, altrimenti il tuo amore sarà falso con te”.


Molte persone si avvicinano al neopaganesimo perché non condividono il codice morale del culto a cui appartengono. Queste persone spesso ignorano che anche le religioni neopagane hanno la loro etica e moralità. È frequente che questo generi in loro una seconda delusione o, purtroppo creino sistemi personali paralleli diffondendo insegnamenti distorti. Il motivo di questi comportamenti è da ricercarsi nella mancanza di volontà di migliorarsi perché per farlo occorre impegno e sacrificio, invece per non farlo e assecondare la staticità o l’involuzione è facile creare scuse fra cui quella della “spiritualità alternativa”.

Prendiamo come esempio il codice etico e morale neopagano più diffuso, il Rede della Wicca e analizziamone un solo verso.


“Sii sempre sincero in amore, altrimenti il tuo amore sarà falso con te.”

Sembra una frase banale, un luogo comune, una di quelle frasi fatte stampate sulle cartoline, ma non è così.

La prima cosa che dobbiamo chiederci è il significato delle singole parole, ancor prima di quello dell’intero periodo. Le parole chiave sono due: amore e falsità.

La parola amore raccoglie in se una varietà di sfumature di significato e campi d’applicazione molto ampi e differenti fra di loro. Il modo migliore per capirne il senso è riferirci alla lingua e alla filosofia greca perché è la cultura in cui sono presenti il maggior numero di vocaboli e pensieri filosofici per spiegarne ogni tipologia. Espressioni come amore filiale, eros, amore platonico, sono tutte di derivazione greca: amche per l’amore non corrisposto e quello malsano esistevano ed esistono termini e idee specifiche! Se sostituissimo alla parola generica di “amore” con il termine o l’espressione che indicano ciascun particolare tipo di “amore”, il verso del Rede si apre a più vaste e profonde interpretazioni.

Applichiamo lo alla spiritualità, interpretiamolo come amore divino, amore per la propria vita e amore per il proprio agire, in questa caso l’Arte Magica.

1. Amore divino. Mentire il proprio amore e la propria inclinazione spirituale è un atto da insensati. È un offesa verso le divinità, verso il culto. Lo stesso succede mentire a se stessi plasmando le divinità e le dottrine per adattarle al proprio pensiero. Non sarebbe più sensato cambiare culto o divinità? Queste falsità ti rendono non solo un falso neopagao ma ti trasportano in qualcosa che non è neopaganesimo, che non è autentico. Falsificare l’identità delle divinità o le dottrine ti espone a pericoli spirituali perché hai aperto un portale sull’ignoto: non sono più le stesse entità, non sono più dottrine sicure.

2. Amore verso se stessi, la propria vita, la propria identità. Uno dei pilastri della magia e della filosofia è riassunto in poche tre parole: “conosci te stesso”. Non essere leali e sinceri con se stessi e gli altri ti allontana dalla tua vera natura impedendoti di realizzare la tua incarnazione, il tuo “destini”. Lentamente diventerai incarnazione delle menzogne e anche le situazioni che hai creato intorno a te saranno un’illusione, una burla, un inganno. Non si può ingannare a lungo gli altri e, tantomeno se stessi: la tua indole lentamente e in modo sottile incomincerà a “ribellarsi” su più piani.

3. Amore verso la propria opera. Cio a cui ci dedichiamo con passione ad esempio è fatto con “amore”. Qui entra in campo anche il significato di “falsità”. La falsità sottintende un “errore”, basti pensare all’espressione «fare un passo falso». Agire male e falsamente, per la legge universale universali di causa-effetto (karma) genera i medesimi effetti. Vivresti nell’errore e nell’inganno perché faresti sbagliare altri che sbaglieranno e saranno falsi con te, realizzerai progetti errati o illusori.

Questi esempi gli ho trattati in modo sintetico, come spunto per le tue meditazioni ed invogliarti ad analizzare nel profondo i codici etici-morali del neopaganesimo per riconoscere e correggere quei tratta di noi stessi che si sono allontanati dal “sentiero”. Siamo tutti anime in evoluzione e non ci si può può sottrarre a questa legge universale: la natura tende sempre al miglioramento.

~ di Jule su 4 agosto 2016.

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