La Corona della Magna Mater.


La Corona della Magna Mater

La luna piena di questo Agosto porta con se i valori tipicamente femminili della Luna, ma anche le caratteristiche solari del mese in cui è incominciata, in questo caso il segno del Leone, in cui era anche la Luna nel suo primo giorno (per approfondire leggi il post sull’oroscopo lunare con cui è partita il mese lunare, cliccando qui). Nelle epoche più antiche il sole era considerato femminile, eco rimasta nelle peculiarità della casa del Leone, di cui il Sole è l’astro reggente: figli, prole, piaceri, balli e musica, ricchezze, potere, ornamenti e tutto ciò che diletta il cuore. 

La luna piena di questo mese sarà velata da un’eclissi parziale è in Acquario (ma domani sera passerà nel pesci), segno di Saturno, un pianeta cupo che accentua il senso di oscurità e negatività dell’eclissi. Siccome nessuno di noi vuole attirare energie tetre nella sua vita, possiamo bilanciare. Il plenilunio è l’aspetto di opposizione fra Luna e Sole, e come tale può risentire facilmente gli effetti negativi delle eclissi e dei segni saturnini, pertanto possiamo lavorare con le energie complementari, che questa volta combaciano perfettamente con quelle del segno solare, quindi senza creare dissonanze. Cosa c’è di più luminoso del Sole per combattere l’oscurità in un mese in cui la luna fatica a illuminarsi?

La Corona della Magna Mater.

La parola corona è molto interessante perché ha diversi significati, non solo in italiano ma anche in latino. Essa significa sia il diadema, ma anche ghirlanda, cormice, ed in generale ciò che è circolare e perimetrico oppure collocato in coma; è etimologicamente imparentata alla parola corna, per l’appunto sommità della testa di alcuni animali, nonché furono le prime corone usate dagli essere umani. La parola corona quindi esprime il concetto di elevazione, protezione, merito, letizia e ciclicità. Non a caso il geroglifico del Sole è proprio un punto incorniciato da un cerchio.  Anche il Cerchio Magico può essere considerato una corona, perciò propongo per questo Esbat  una Corona alla Magna Mater perché in ambito religioso si chiamano corone gli omaggi sacri (es. corone di fiori, corone di preghiere).

Restiamo su questa ancestralitá quasi preistorica del femmineo sacro correlato alla Luna, al Sole e alle “corone” abbracciando uno degli archetipi per eccellenza del matriarcato: la dea Cibele ed il suo rapporto strettissimo con il nostro paese, l’Italia.

Il culto di Cibele è davvero fra i più antichi ed affonda le sue radici nella preistoria. Cibele è una dea originaria dell’Anatolia e fu fra le più venerate del mondo antico tanto da essere inglobata nei culti delle civiltà più differenti.

A causa della sua antichità e della vasta estensione del suo culto, il nome di Cibele assume diverse pronunce: dal suono più antico ed orientale Kuval o Kyval, al greco e al latino Cibele, Sibele e tante altre varianti a seconda delle erene dei dialetti greci (intesi come popoli che adottarono il greco).

Cibele è l’archetipo del Potere Femminile per antonomasia, in lei sono sia la forza che la dolcezza. Ella è la Grande Madre, la donna sacra. Il suo metallo è l’oro: il più prezioso, il più bello e il più puro (non arrugginisce) tanto che le prime monete metalliche del mondo antico furono lidie, forgiate in oro e recanti il simbolo di questa dea: il leone. Infatti Cibele è assista su un trono trainato da leoni, ma quando non viaggia essi sono sempre ai suoi piedi. Il leone è forse uno degli animali che più spaventano l’essere umano: immagina di trovati faccia a faccia davanti ad un branco di leoni senza auto e senza le armi moderne! La dea Cibele è donna, ma ha la forza ed il coraggio di domare i leoni, Cibele è donna e madre come una leonessa è fra gli animali più protettivi verso i suoi cuccioli ed è colei che va a caccia per sfamargli. Tutto questo è in Cibele: la bellezza e la luce del sole, la dolcezza dell’estate e della maternità, la forza e la vittoria di una domatrice impavida, la regalità di una regina, la protezione di una leonessa, la prosperità e la ricchezza, il benessere, l’amore e la sensualità della vita che vitalizza e rigenera.

Nicchie votive, altarini ed i suoi simboli (la pigna, i leoni, ecc) erano posti a guardia sulle mura delle città, dei templi e delle case, sulle colline e sui monti: ancor oggi troviamo l’uso di porre statue e maschere leonine ai lati delle porte e dei portali, uso comune dall’Europa, al Nord Africa e all’Asia! Anche difronte molte chiese ci sono!

Ma quali sono i rapporti di Cibele con la nostra eredità ancestrale?

Ti sei mai chiesto chi è Italia? Se c’è una divinità nazionale? Ad esempio Europa è un personaggio sella mitologia Greca, Goti e Visigoti portavano il nome di Got (da Wodan, la W spesso si latinizza in G, come nel nome Guglielmo), ecc.

Ma quale figura divina protegge l’Italia? Pensando al nostro paese ci affiora in mente qualche personaggio maschile imposto dalla Chiesa: Gesù, Dio, S. Pietro? Ebbene no, è proprio la Dea Cibele! Il culto di Cibele arrivò con le più remote influenze greche, ma fu in una situazione molto particolare che la Dea strinse un rapporto particolarissimo con l’Italia. Fu durante le guerre puniche, mentre Annibale avanzava alla conquista di Roma; i sacerdoti romani predissero che la vittoria sarebbe stata possibile solo se fosse stata introdotta a Roma la statua di Cibele. La dea infatti è raffigurata con una corona composta da mura e torri. La conseguenza fu che l’esercito romano riuscì a fermare Annibale e a vincerlo! Da allora Cibele fu inserita fra le divinità di Roma ed il suo culto di Magna Mater divenne molto importante. A Lei si dovevano la protezione, la vittoria, la salvezza, la prosperità. La figura di Cibele non scomparve con il declino dell’Impero Romano, ma perdurò nel medioevo e nei secoli a venire tanto da divenire emblema araldico. La Dea Cibele romana si trasformò in Italia Turrita o Donna Turrita: il simbolo stesso della nazione italiana, inglobando sulla sua testa un’altra simbolo a centrale, la stella (stella italica). L’Italia infatti, si trova ad ovest della Grecia, dove tramonta il sole e si rende visibile il pianeta Venere (dedicato ad Afrodite e Venere, importanti archetipi femminili anch’esse), un astro importante per la navigazione. Questo è un simbolo legato ai racconti dell’Eneide, i quali tracciavano una linea di discendenza grecoromana.

Quale Dea migliore per questo esbat se non Cibele, se consideriamo che cade di giorno (attorno le 11:30) e quindi in simbosi con il Sole nel Leone, e che nella notte la luna sposerà i Pesci segno in cui la stella di Venere è in esaltazione? È un archetipo divino eccellente per connettersi con la propria ancestralitá pagana, con il matriarcato; soprattutto è eccellente per rievocare la protezione e la vittoria di questa Dea proprio in questo periodo di pericolo di attentati terroristici e di guerre! Le Streghe della Gran Bretagna impedirono lo sbarco di Hitler nella loro nazione creando un “cerchio” organizzandosi tutte\i (fatto storico); perché non provare anche noi  a creare una Corona, un cerchio forte come mura di cinta e luminoso come il sole sotto la protezione di Cibele – Italia Turrita?

Il Recinto Sacro.

Quando le Streghe sono connesse nell’intento e nel rituale, non importa la distanza: esse formano un cerchio magico! Se tutti assieme operiamo la “stessa magia” per uno scopo comune allora siamo un unico rito ed è possibile fare una Corona della Magna Mater. Per un giorno, immaginiamo che a regnare sia di nuovo una dea pagana, ridiamo la Corona alla sua Dea. Vediamo alcune possibilità per agire tutti assieme, seppur a distanza:

★ Visualizzare un muro e torri di guardia che circondano la nazione, le città, le case: mura alte e impenetrabili come quelle della corona di cibele.

★ Porre leoni sul piano astrale come guardiani di luoghi e persone. Immagini di leoni e stelle possono essere usate come talismani protettivi.

★ Omaggiare la Dea Cibele con canti e danze, corone di fiori, reghiere, offerte e lumini, rievocando le memorie della vittoria su Annibale, chiedendo protezione e prosperità per la comunità e la propria famiglia.

★ Illuminare le finestre e i portali con candele, fiaccole e lumini come simboli della luce del Sole e delle Stelle a fine protettivo e di magia simpatica per fugare le forze oscure e per bilanciare l’eclissi.

Buon Esbat 



Vietata la copia dei testi senza citarne la fonte o previa autorizzazione dell’autore.

🌐 anticastregoneria.wordpress.com



~ di Jule su 18 agosto 2016.

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