Lettera al profano.


Lettera al profano

Come funzionano le cose su Antica Stregoneria.

Non è un servizio di operatori dell’occulto. Non è un negozio. 

Se tu, profano ed ignaro di Magia desideri un incantesimo, dovresti leggere questo post!

Negli anni ho capito che la Magia è sempre parte di una buona pianificazione. Gli incantesimi non sono un rimedio già pronto da applicare quando ormai hai l’acqua alla gola. Non esiste un: «accendi la candela e ripeti questa orazione, vedrai che il problema sparirà e si realizzerà il tuo desiderio.» quelli sono tappabuchi momentanei. La Magia vera tratta di lavori lunghi e che richiedono di cambiare le situazioni dalla radice, un passo alla volta traguardo dopo traguardo. La Stregoneria è un percorso ciclico di cose da far morire o disfarsi (pulizia, bando) e cose da far nascere o crescere (manifestazione), di volta in volta. La stabilità non è nella staticità, nulla si ferma a “come dovrebbe essere” perché l’inerzia è assenza di energia, inesistenza. La stabilità vera è nel sapersi muovere in modo armonioso fra questi cicli perché altrimenti tutto cambia in peggio o avvizzisce; se tutto fosse fisso e senza polarizzazione non sarebbe neanche possibile cambiare in meglio, no? Perciò devi sapere che gli incantesimi hanno anch’essi una vita: si creano, hanno un periodo di sviluppo e di efficacia, poi svaniscono.

Prima di fare magia bisogna indagare le cause: mi sono “meritato” questo? Sono in tempo? Quale parte di me stesso o quale situazione ha davvero bisogno di un cambiamento? Danneggia qualcuno?La magia deve essere calibrata in base la persona, la circostanza e le capacità.

Oltre questo, dietro un incantesimo c’è uno studio lungo e tanta pratica. Le persone ignorano che in ogni operazione magica le Streghe mettono in campo tutto un bagaglio di conoscenze ed esperienza quotidiana: elementi, lavoro con l’energia, proprietà di erbe, pietre, candele, nozioni astrologiche, regole spirituali e operative, conoscenza di entità, spiriti, divinità, costruzione di barriere energetiche, tempo per preparare gli strumenti, ecc. A tutto questo si somma la capacita di saper mettere in funzione tutto ciò.

La persona “profana” che richiede una “magia” nella maggioranza dei casi, oltre ad ignorare tutto questo, manca di fede nel soprannaturale, e soprattutto di pazienza. Serve aspettare i momenti propizi, serve dedicare tutto il tempo necessario per creare l’incantesimo (e si! Un lavoro può durare anche un mese o più) e occorrono altrettanta pazienza e fede nell’attendere i risultati. Bisogna essere anche in una condizione mentale idonea: ansia, frustrazione, disperazione, dubbi, paura, fretta, scarsa empatia, mancanza di concentrazione, ecc non favoriscono la lucidità e la calma necessari. Molte volte i casi di “malocchi e fatture” sono immaginari; le fughe mentali da situazioni stressanti sono all’ordine del giorno (ad esempio quando un partner ci ha lasciati o non si trova più il lavoro):bisogna accettare la realtà e fare ciò che è realmente giusto, la magia non è un espediente valido.

Il profano ignora anche i rischi energetici e il “prezzo”che i rituali implicano. Quali forze muove un rituale e cosa serve affinché raggiungano l’obbiettivo? Queste energie resteranno nella mia vita a lungo? Cosa comportano? Non sempre il fine giustifica il mezzo. 

Anche quando l’incantesimo «non funziona» in realtà è accaduto qualcosa perché ad ogni azione segue sempre una reazione. Spesso il «non funziona» sottointende che in realtà non stai guardando in faccia una lezione di vita o stai voltando lo sguardo di fronte a dei risultati che non assecondano ciò che desideri. Troppe volte non sappiamo cosa è giusto per noi stessi. In altri casi, può indicare che serve più forza o che si sta lavorando nel campo sbagliato: stai scambiando l’effetto con la causa.

Quando qualcuno così profano mi chiede un incantesimo o un rituale, va da sé che io rifiuta la richiesta di aiuto o che avverto in anticipo che le possibilità di riuscita sono scarse. Non è freddezza o snobbismo: ti sto evitando illusioni o di farti male da solo. Non mi va a genio di esporre qualcuno a dei rischi o di infrangere determinate regole o codici etici–morali; nemmeno posso istruire qualcuno sulla magia in un’ora di chat distratta: non si diventa strega in un giorno, nemmeno in un anno. La magia è come una preghiera: se accade un miracolo non si sa con certezza, dipende da colui che prega e da una volontà superiore.

L’unico vero aiuto che posso offrire è rifiutare le questioni che bisogna rifiutare (ad esempio casi eticamente discutibili, che implicano energie basse o pericolose, oppure situazioni che in realtà devono essere trattate da psicoterapeuti) o di dare consiglio e istruzioni quando è il caso giusto. Il miglior aiuto che io possa offrire è quello di condividere il mio percorso personale e ciò che conosco affinché possiate intraprendere uno studio vostro per diventare capaci di aiutare voi stessi senza dover dipendere da qualcun altro.

C’è un mondo pieno di “maghi, cartomanti, congreghe e operatori dell’occulto” pronti a tutto in cambio di un compenso o di notorietà: ad ognuno la sua libertá. Antica Stregoneria non vuole essere parte di quel sistema viscido.

— Jule

🌐 anticastregoneria.wordpress.com

~ di Jule su 10 settembre 2016.

2 Risposte to “Lettera al profano.”

  1. parole sacrosante

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