Esbat Settembre 2016: Luna della Vendemmia.


Luna della Vendemmia

16 Settembre 2016

Come ben sappiamo, la vita contadina era scandita dai ritmi della natura ed i lavori agricoli seguivano le lunazioni. La luna piena del mese di settembre è conosciuta come Luna della Vendemmia, Luna delle Foglie o anche, nei paesi in cui i vigneti non riescono, Luna del Raccolto.

Questa è la lunazione più vicina all’equinozio d’autunno e ne condivide in parte i temi: la vendemmia, il raccolto e le foglie non sono altro che un’immagine degli ultimi prodotti dell’anno agricolo, una descrizione degli alberi e delle piante che si trasformano e iniziano a spogliarsi del fogliame e dei frutti. La luna piena di Settembre, proprio come la trasformazione del uva in vino, del grano in pane, delle foglie in concime e del legname in materiale edile, ci invita a far tesoro del nostro “raccolto” personale per usarlo come “materia prima” per realizzare nuovi progetti a lungo termine perché il tempo è come una grande ruota che gira incessantemente, la Ruota dell’Anno.

La Luna della Vendemmia ci ricorda che bisogna lavorare duramente perché l’esito di un buon raccolto o di un buon vino dipende dal raccogliere i frutti nel momento giusto: in anticipo sono aspri, in ritardo sono guasti. Le giornate si accorciano e bisogna fare i conti con il tempo ed i nuovi ritmi autunnali in arrivo.


Il Vino

Il lavoro della vendemmia e della produzione del vino è quasi una magia: l’uva viene frantumata e lasciata fermentata, il mosto nell’oscurità delle cantine si trasforma in una bevanda buona e preziosa. Una leggenda racconta che il vino fu scoperto casualmente:

“In Persia una principessa era molto, molto triste e depressa: nessuno riuscì a curarla ed alleviare le pene del suo cuore. La donna era così stanca di soffrire e trovo nella morte una soluzione. Usci per i campi cercando un veleno con cui suicidarsi, finché vide una pianta con delle grosse bacche scure e ormai in là con la maturazione: le parvero perfette per avvelenarsi, se ne cibo ed erano molto succose. I frutti di questa vite ormai ben oltre la maturazione, erano rotti e il processo di fermentazione si era già avviato da abbastanza tempo trasformando il succo in un vino naturale ed arcaico. La principessa non morì,anzi con l’intossicazione e l’ebbrezza del vino ritrovò la gioia di vivere e guarì le ferite del suo cuore. Fu così che si diffuse coltivazione della vite e la produzione del vino: il magico elisir che ispira e cura il cuore.”

Il vino è da sempre un ingrediente molto presente in magia, nei rituali e nellenreligioni, ma molti neopagani continuano inconsapevolmente ad associarlo unicamente all’idea di “sangue” come nella religione cristiana. Il vino ha anche molti significati simbolici precristiani rilevanti. Ad esempio in molte località ancor oggi, come nel mondo antico, la parola «mirra» e «vino» è la stessa ed è sinonimo di «profumo». Non si tratta di un idioma linguistico casuale perché nell’antichità il vino si aromatizzava con la mirra (troviamo menzione di questo nelle fonti storiche, ma anche nella bibbia) per migliorarne il sapore, per una questione igienica e come farmaco; sia il vino che la mirra erani ingredienti di molti incensi (come possiamo leggere nei papiri egiziani). Il vino era la bevanda sacra di Dioniso e Bacco, divinità del furore e dell’estasi mistica. Come ingrediente magico solare serviva per “intossicare la testa” per indurre stati di ispirazione o di furore divino, ad esempio per profetare oppure come medicina contro la malinconia e i problemi di “cuore” al punto tale da essere la base o il veicolo di tantissimi incantesimi e filtri amatori.

Jule


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~ di Jule su 16 settembre 2016.

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