Luce e ombra: che effetto hanno sulla coscienza e le emozioni?


Attorno al tema della Luce e dell’Oscuritá sono sorte vere e proprie scuole filosofiche e religioni. Per quanto possano sembrare soltanto discorsi spirituali, astrologici o new-age, in realtà rivelano la conoscenza profonda che gli antichi avevano riguardo la natura umana.

Luce e oscurità, giorno e notte, sole e luna, sono archetipi che giacciono nell’inconscio dell’umanità da ere antichissime tanto da influenzare il nostro linguaggio: «una mente brillante», «una persona illuminata», «un personaggio cupo», «idee offuscate», «venire alla luce», «arrabbiato nero», «una bellezza radiosa», «non ci vedo più dalla fame», «ho visto (capito)» ecc  sono espressioni verbali basate sulle idee di luce e ombra. Sono così spontanee da non farci caso proprio perché questi archetipi appartengono all’inconscio collettivo ed individuale. 

Oscurità.

L’oscurità è il segno dell’immanifesto. In numerosi miti cosmogonici prima della creazione c’è un abisso nero –il mito di creazione biblico della Genesi è uno di questi. Un feto nel grembo materno è inconsapevole della sua stessa esistenza, anche la madre è in una condizione di vulnerabilità e non conosce chi porta dentro; la creatura è incompleta. La stessa condizione si verifica alla morte: la coscienza di spegne, anche il corpo non è più completo nelle sue funzioni e componenti; qualcosa di simile ed intermedio accade quando si dorme: la coscienza non è lucida e ragiona in modo ‘irrazionale’, il corpo giace vulnerabile e fermo.
La notte il mondo si inverte: gli animali che di giorno sono mansueti si attivano e vanno a caccia o si difendono, la temperatura cala, non c’è luce ed anche l’essere umano tende a manifestare i comportamenti ‘proibiti’ coperto dal velo della notte: pensa ai ladri. La condizione del non vedere corrisponde a quella del non capire, non sapere, reagire in modo violento, ambiguo o errato. Corrisponde alla morte (avere gli occhi chiusi, ad esempio) perché nel buio la vita non si sviluppa.

Luce.

La luce invece corrisponde ai valori opposti. Un’essere entra nel mondo quando viene alla luce, sviluppa una sua consapevolezza quando apre gli occhi. La luce porta la visione e il calore, ci fa vedere e quindi ragionare, mente vigile. La luce è chiarezza, azione giusta, sviluppo, esistenza. Rappresenterà tutto ciò che è interiore perché s’irradia e penetra. Di giorno tutto riesce più facilmente, senza i rischi della notte.

Orologio biologico e bioritmi.

Gli antichi conoscevano benissimo l’impatto di queste due forze sull’essere umano (ed il mondo). Come ogni creatura vivente, anche noi siamo regolati dall’orologio biologico, un sistema fisico e biochimico del nostro corpo, reale e tangibile, scientifico. L’orologio biologico funzione insieme all’apparato endocrino ed i suoi ormoni, così come con gli altri organi sensoriali (es. percezione sensoriale di calore) che reagiscono alla luce e alle condizioni ambientali. L’oroloio biologico prepara l’organismo per affrontare le stagioni, i cambiamenti di luogo e soprattutto il ciclo di veglia-sonno. I momenti in cui siamo più sensibili e soggetti agli squilibri è nelle fasi di transizione. 

Non deve sturpici se Luce e Ombra sono diventati degli archetipi che abbracciano anche la sfera spirituale, perché davvero influenzano magialute psicocorporea
L’orologio biologico segna i nostri ‘anni’, ma soprattutto si attiva con le stagioni ed in particolare con l’eternanza del giorno e della notte. La lancette di questo orologio è il Sole, o meglio la Luce, che nel suo variare bel corso dell’anno e della giornata, segna i periodi di attività, le energia fisica ed il nostro umore. I può dunque dividere in Estate-Inverno, Giorno-Notte, con le rispettive transizioni o momenti critici (alba e tramonto, primavera e autunno). Nota come sia simile alle variazioni degli archetipi divini nel corso della Ruota dell’Anno.

La Luce, il Giorno, il Sole: la Vita e la Consapevolezza.

Così come il Sole apre la giornata svegliandoci, allo stesso modo come nasciamo ogni giorno, esso rappresenta la Vita e l’Anima Cosciente, mentre il suo percorso simboleggia l’arco della vita. Quando l’essere umano è illuminato (nota come questo termine ha lo stesso significato in ambito spirituale) è sveglio, desto, cosciente. Ha le energie e la chiarezza mentale per affrontare la vita attivamente e con più tranquillità. Come la Luce, la sua ettivitá è dall’interno verso il mondo esterno. Fisicamente risente del dell’influsso benefico del calore solare, le percezioni sia fisiche che mentali sono chiare. Dunque, non è una convenzione sociale se lavoriamo e svolgiamo le nostre mansioni di giorno; l’uomo primitivo poteva approfittarne per sopravvivere dato che la maggior parte degli animali caccia di notte o comunque le percezioni sensoriali umane sono inibite in condizioni di buio (e freddo). Inoltre, la luce e il calore erano indice di benessere anche perché sono i fattori perfetti per gli alberi, le piante e i frutti, ossia rifugio, cibo e medicina facili. Le condizioni di Luce sono fonte di benessere, salute, sviluppo, risveglio spirituale, coscienza, progresso, intelletto, sicurezza, vitalità, serenità e ogni qualità positiva.

L’Oscurità, la Notte, la Luna: la Morte e l’Ignoranza (colui che non è consapevole).

Con il tramonto quindi, l’arco della Vita volge, simbolicamente, al termine: così come il Sole si spegne, l’essere umano chiude gli occhi per riposare, ma inizia un ‘giorno’ al contrario. È l’ ‘Altro Mondo’, dove la Luna non illumina abbastanza, dove questo ‘sole minore’ non ha un ritmo preciso –nel corso del mese sorge ad orari diversi, cambia volto, sparisce–, il cielo è nero ed anche gli animali cambiano comportamento. Le certezze del giorno svaniscono: l’individuo non ha abbastanza energie per affrontare quest’arco di tempo, ha bisogno di dormire e rigenerarsi, ma allo stesso tempo il mondo attorno lo costringe ad essere doppiamente in allerta. È il mondo dei contrasti: il cielo è buio, il sole è morto, ma il suo ‘fantasma’ è in cielo (luna) senza illumanre ne riscaldare, gli animali docili o che di giorno dormivano nelle loro tane si sono destati e sono aggressivi, gli occhi non vedono bene, la mente è confusa e turbata. Le certezze crollano, l’uomo rischia di essere vittima sia degli animali che degli altri uomini per sbaglio o malintenzionati. D’altro canto, è in questo momento della giornata che, proprio come il Sole sepolto sotto l’orizzonte come fosse un seme, il corpo riposa e rigenera le forze, ognuno si raduna attorno al focolare per nutrirsi del lavoro della giornata, il tempo si dilata e può apprezzare la compagnia, le attività sociali e l’amore. 
A livello psicologico e spirituale, l’oscurità simboleggia una condizione mentale triste, la confusione, l’incertezza, la rabbia, l’inconsapevolezza, l’ignoranza, l’irrazionalità, il pericolo, ma anche la gestazione, la rigenerazione e il rifugio della grotta, i sogni, il mistero. Sul piano energetico, il buio spegne le energie, allontana dal rivesglio spirituale, dall’illuminazione, abbassa i livelli di consapevolezza. Spegnere la luce porta la mente a sprofondare nel ‘sonno’, un mondo senza sole è un luogo senza vita. È il Regno degli Spiriti e dei Morti perché per l’uomo primitivo (e non) nei sogni è possibile ‘inspiegabilmente’ vedere, incontrare ed esplorare persone, creature e luoghi che non sono più vive o che non esistono.
Essendo connessa alla notte e quindi alla luna,  la oscurità corrisponde alla materialità e al suo essere effimero: ad esempio di notte, con il mutare della luna crescono le piante, nel sonno cambia il corpo. Laddove la Luce ed il Sole esprimono l’Anima Immortale, la Notte Oscura simboleggia l’aspetto delle cose, la componente materiale e terrena: quella che cambia e si trasmuta continuamente fra la nascita, la morte e la rinascita, come la terra (in India il nero è il colore di Kali, la dea distruttrice della morte, nonché del Tamas (inerzia); nell’Alchimia della terra fertile, così come di Saturno e la ‘putrefazione’).


Oggigiorno questa visione ‘negativa’ del buio e della notte sembra inverosimile e superstiziosa: è il prodotto della modernità. L’introduzione dell’illuminazione elettrica ha alterato spezzato i bioritmi creando un falso giorno; i ritmi della vita moderna si sono accelerati e staccati da quelli scanditi dalla natura perché lavoriamo indipendentemente dalla stagione, le attività non sono più dettate dalla giornata e dalla nottata. Eppure basti osservati quante persone si sentono stanche o di malumore già poche ore dopo il risveglio, oppure quante faticano a dormire: sono gli indici più evidenti di squilibri dell’orologio biologico o nell’eleborqzione di questi due archetipi, con le conseguenze psicofisiche. Qualche secolo di modernità non sono sufficienti per sostituire e riprogrammare millenni di evoluzione, di comportamenti e archetipi psicologici individuali e collettivi radicati nella natura stessa dell’essere umano (come di altri animali).  

Per questo motivo anche in magia e religione cerchiamo di bilanciare e soprattutto di integrare la Luce ossia l’energia vitale, la parte animica e spirituale dell’individuo, la condizione idonea per lo sviluppo psichico e il benessere. I momenti in cui necessitiamo maggiormente della Luce sono quando la nostra anima si incupisce, nella confusione, ma anche nella stagione autunnale e invernale. Non è un caso se spessissimo ci sentiamo devitalizzati o spossati fra estate e autunno o fra autunno e inverno: sono la mente e l’orologio biologico che tentano di armonizzarsi alle nuove condizioni ambientali.  Le divinità e i riti magici e religiosi, nel loro nucleo, sono elaborazioni o antropoformizzazioni di queste energie naturali che segnano la natura e l’umanita nel loro sviluppo dalla nascita alla morte, su più livelli: fisico, mentale, emotivo, spirituale.

~ di Jule su 11 novembre 2016.

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