La spiritualità del Solstizio d’Inverno.


«Pratichiamo i nostri riti per armonizzarci con il ritmo naturale delle energie vitali scandito dalle fasi lunari, dai solstizi e dagli equinozi, dalle quattro direzioni dello spazio.»

Queste belle parole sono estrapolate da un documento che fu una pietra miliare per la Stregoneria e le religioni neopagane contemporanee. Si tratta di uno dei 13 Princípi redatti dall’Unione delle Streghe a Minneapolis nel 1974 quando ormai da qualche decennio la Stregoneria, la Wicca e il Neopaganesimo erano divenuti pubblici ed oggetto di grande interesse. Questi stessi principi furono accettati vent’anni dopo (1994) dai rappresentanti del Congresso Mondiale delle Religioni a Chicago, quando Wicca, Neopaganesimo e Stregoneria furono riconosciute legalmente ed inserite fra le religioni ufficiali mondiali. 

Celebrare questi riti a scadenza fissa dislocati lungo la Ruota dell’Anno è, quindi, fondamentale nel percorso spirituale di una Strega e non si tratta di feste bensì di rituali sacri volti all’allineamento delle energie individuali (microcosmo) con quelle globali (macrocosmo). Vivere questi giorni di potere ed i riti come feste campestri, rievocazioni storiche o eventi folkloristici è come dissacrarli e non portano a nulla sul piano spirituale. Non è dallo sfarzo, dalla complessità o nel numero dei partecipanti che se ne trae beneficio, ma dal lavoro energetico e nella totalità del percorso ciclico da un sabba all’altro, da un esbat all’altro, di anno in anno. Come qualsiasi altro rito magico, è nel lavoro con l’energia e dei suoi simbolismi che giace l’efficacia.

Il Solstizio d’Inverno è diametralmente opposto a quello d’estate e quindi presenta simbologie e energie complementari, ma non nella sua totalità. La situazione del Solstizio d’Inverno è un po’ più complessa. Questa data segna la giornata più buia e con le ore di luce più brevi dell’anno segnate dal Sole in entrata nei segni retti da Saturno, il pianeta nero e ‘invisibile’: Capricorno e Acquario. Paradossalmente, però, si celebra l’opposto: la vittoria e la supremazia della Luce del Sole. Il pianeta Saturno è solitamente considerato malefico, apportatore di dolori, fardelli e miseria perciò le tradizioni magiche erano sempre ben attente a controbilanciare l’energia nefasta di questo pianeta. I modi per riuscirci erano due: essendo il pianeta Saturno misantropo e ‘invisibile’ lo si accontentava proprio evitandolo e d’altro canto lo bilanciavano con le energie opposte. Se Saturno è l’ombra della miseria, allora si ricorreva al Sole, ossia la luce e il benessere.
In realtà, questa data particolarissima in cui due pianeti così diversi condividono il loro giorno di potere segnava anche un importante fase del lavoro agricolo (e quindi la differenza fra un nuovo anno di benessere o di malattia, fame e povertà) perché nelle regioni mediterranee e mediorientali incominciava una primissima preparazione dei terreni e in alcune regioni la semina del grano. Il pianeta Saturno con i suoi due Segni simboleggia proprio la terra nuda scura che riposa da Samhain (Giorno dei Morti), mentre il Sole è il simbolo del seme della prosperità e della vita: il color oro del grano. 

Come ho già spiegato, il linguaggio astronomico e quello agreste sono in realtà delle metafore per farci capire il tipo di energie presenti attorno e soprattutto dentro sé stessi, le tappe del viaggio evolutivo dell’anima (sole). Hai mai notato che molte persone si sentono strane o depresse in questo periodo dell’anno? È normale, così come lo è nei cambi stagionali. La psiche è molto suscettibile ai cambiamenti di luce e alle condizioni atmosferiche a causa della ghiandola pineale (che reagisce soprattutto alla luce) e al sistema nervoso sensoriale (che è come un prolungamento del cervello). Di conseguenza, in questa parte dell’anno la ghiandola pineale è in stato più letargico ed il corpo riceve anche costanti stimoli d’avversità (il freddo ad esempio). Anche noi come individui attraversiamo un piccolo inverno esistenziale dove l’introspezione autunnale ha ormai raggiunto una condizione di stallo, eccesso: è diventata isolamento, distacco da se stessi, stanchezza. La Luce dell’anima si trova a dover attraversare l’Ombra (propria e non), con la costante paura di oscurarsi, spegnersi, soccombere. È opportuno riconnettersi proprio con questa Luce Interiore che ognuno serba dentro di sé perché l’Anima è immortale e proprio come il Sole non può spegnersi; tutti abbiamo in stato latente la forza di attraversare l”inverno’ esistenziale e le dure prove della vita, se guidati dalla speranza, dalla fede e dalla Luce della ragione, del cuore e dello spirito.

Dunque, per quanto questa sia la giornata più buia e fredda dell’anno, la nostra attenzione è rivolta alla celebrazione della Luce e del calore vitali! È questo ciò che fanno le Streghe, nulla di oscuro e tetro.


Jule


È vietata la copia dei testi senza citarne la fonte (link) o previo consenso dell’autore. Usa i pulsanti di condivisione: è più facile e veloce!

anticastregoneria.wordpress.com

~ di Jule su 19 dicembre 2016.

Una Risposta to “La spiritualità del Solstizio d’Inverno.”

  1. […] una notte magica. Nei due post precedenti ho trattato del valore spirituale di questa data (Spiritualità del Solstizio d’inverno) e di alcuni dei suoi simboli (Simboli del Solstizio d’Inverno); adesso è il momento di […]

    Mi piace

Lascia un Commento.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...