Il pettirosso.


Il pettirosso è un uccello caro alle tradizioni popolari eredi dell’identità pagana. La divinazione tramite l’osservazione degli uccelli è, infatti, fra le più remote tanto da essere considerata ancestrale già nel mondo antico!

Il pettirosso è considerato un uccello magico e benefico, ma anche controverso perché è legato tanto alla morte quanto alla vita: più esattamente si tratta della rinascita. Per capire questo concetto dobbiamo ricordare che i pagani avevano una visione del mondo circolare e spiraliforme, senza un’idea di fine reale; tutto è un eterno continuo, un susseguirsi di inizi su diversi livelli dell’esistenza, la fine (e l’inizio) è in realtà un passaggio fra una condizione e l’altra.
Il pettirosso simboleggia uno di questi delicati momenti di passaggio: il solstizio d’inverno. Le leggende relative al pettirosso sono comuni in tutta Europa e nel vicino Oriente e quindi probabile memoria dei popoli indoeuropei preistorici.
I miti che si sono preservati meglio sono quelli cristianizzati e quelli dei territori celtici insulari (Gran Bretagna e Irlanda) proprio grazie all’isolamento. Il pettirosso era un uccello sacro dei celti ed anche per loro simboleggiava il solstizio d’inverno. Una credenza irlandese tramandata tramite conte, filastrocche e detti popolari è ancora viva e spiega che non bisogna mai uccidere o ferire in alcun modo questo animale altrimenti lo stesso male si ripercuoterà sulla persona, la quale sarà maledetta dagli dei del cielo, senza pietà alcuna indipendentemente se l’atto sacrilego è compito da uomini, donne, anziani o bambini. La ragione è che, essendo l’emblema del solstizio invernale, uccidendolo si ostacola la rinascita del Sole nuovo.
Proprio alla rinascita del Sole è legato uno dei suoi miti meno cristianizzati pervenuto a noi. La tradizione spiega che i pettirosso si nascondano negli agrifogli, mentre gli scriccioli nelle fronde dell’edera. Nel periodo del Solstizio d’Inverno il pettirosso (nuovo sole, piccolo sole) uccide il suo padre scricciolo (sole vecchio, sole maturo); le gocce del sangue dello scricciolo tingono di rosso le piume del petto del pettirosso. Si tratta di un’altra versione della lotta fra il Re della Quercia e il Re dell’Agrifoglio –le due fasi ascendenti e discendenti del Sole, segnate dai solstizi). 
Il legame con la morte, la nuova vita e la sopravvivenza nei mesi invernali è una costante anche nelle leggende cristiane. Una di questa racconta che fu il pettirosso a mantenere acceso il carbone del focolare della mangiatoia per permettere a Gesù Bambino di scaldarsi, la Vergine Maria ricambiò il pettirosso donandogli il colore fulvo sul petto in memoria di questo nobile gesto. Un’altro racconto dice che il pettirosso portò il fuoco dal cielo all’umanità per scaldarsi, na si scottò il petto. Ancora, un’altra storia narra che il pettirosso vola all’inferno per alleviare il calore delle fiamme e portare qualche goccia d’acqua alle anime in pena. Spesso questi miti sono intrecciati e fusi in modo tale che è difficile distinguere la loro integrità). Il tema comune, però, è lo stesso: il pettirosso soccorre l’animo umano liberandolo dall’oscirità e dal freddo mortali donandogli il calore e la luce del sole.
Questo uccello ha alcune peculiarità particolari, oltre la macchietta rossiccia caratteristica, ha l’abitudine di comparire proprio in prossimità del solstizio d’invrrno amche se solitamente non ha la forza di sopravvivere all’inverno o comunque non più di uno, inoltre depone delle uova che sembrano gemme di turchese. Queste uova color cielo preannunciano l’incremento della luce del giorno, e della buona stagione che ‘nascerano’ a tempo debito della schiusa (l’uovo cosmico dal quale nascerà la natura all’equinozio di primavera). Appunto, il pettirosso porta la nascita del nuovo sole.
Secondo alcune superstizioni, un pettirosso che entra in casa preannuncia morte. Questo animale è amico dell’umanità perchè non teme la vicinanza dell’essere umano (infattti abita spesso i giardini) tanto che continua ad aiutare l’umanità anche nel passaggio dopo la vita. Si pensa che se un pettirosso incontra una carcassa umana, procede subito a coprirla col fogliame e non si allontana prima di aver coperto tutto il cadavere, dandogli degna sepoltura.
Jule


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anticastregoneria.wordpress.com

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~ di Jule su 21 dicembre 2016.

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